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Il cazziatone di Barbara D’Urso ai furbetti del coronavirus

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L’italia è chiusa per coronavirus. Nonostante questo c’è qualcuno che fa finta di non capire e fa il furbo. Per fortuna c’è Barbara D’Urso a fargli un cazziatone che la metà basta!

Il cazziatone di Barbara D’Urso ai furbetti del coronavirus che si segnano i posti di blocco

La D’Urso si rivolge ai “furbettini”: “Ma secondo voi ma se è stata presa questa decisione è stato facile per il governo e per tutti noi? I furbettini che si segnano i posti di blocco ce l’hanno un nonno o una nonna?”. La conduttrice di Mediaset continua ricordando che anche chi è giovane, ma magari ha una patologia che ne compromette il sistema immunitario, è a rischio se viene contagiato. Ad esempio un ex tronista di Uomini e donne, un ragazzo in piena salute, è in ospedale e ha difficoltà a respirare senza ossigeno. Barbara insiste: “Che cosa fate se quel vostro amico, quel vostro fratello o sorella, che cosa fate se arriva il coronavirus? Che cosa fate che i posti in ospedale non ci sono più? Lo volete capire?

Paolo Brosio se ne frega di contagiare tutti con il coronavirus (per le Messe)

Paolo Brosio porta avanti la polemica delle Messe sospese a Live non è la D’Urso. Ma cosa c’è da capire? Dobbiamo restare a casa per il coronavirus. E i vecchietti andando a messa rischiano grosso
Per Brosio non è giusto tenere aperti i supermercati mentre le chiese sono chiuse:

“Tutte le chiese d’Italia sono chiuse anche nelle zone che non sono rosse. Non ci sono più Messe fino al 3 aprile. Non c’è più Eucarestia. Però i supermercati sono aperti… che fede è allora?! Non ci sarà la Messa per la Pasqua. Vuol dire che facciamo a meno di Cristo. Non è giusto”.

il punto è semplice. Mangiare è necessario, la messa può aspettare. Anche la Chiesa non ha avuto niente da dire. Chi è Paolo Brosio per contraddire la Chiesa? Anche i cinema e i teatri sono chiusi. E gli oncologi invitano i malati a rimandare le chemio non urgenti. Cosa vi devono dire ancora per farvi capire che bisogna stare a casa?

Per i pazienti oncologici, tranne in casi urgenti, è “meglio rinviare i trattamenti di chemioterapia in ospedale e le visite programmate di controllo”. Lo afferma l’Associazione Italiana di Oncologia Medica, che sottolinea la necessità, di fronte all’emergenza coronavirus, di posticipare in alcuni casi le cure anticancro programmate. Rinvio, dunque, delle visite e attivazione di follow-up via mail o telefonica. E’ inoltre “opportuno valutare caso per caso l’eventuale rinvio della terapia, in base al rapporto tra i rischi dell’accesso in ospedale e i benefici attesi”.

Del resto in Rai addirittura un prete ha portato avanti la tesi folle di continuare a dire Messa: