Cronaca

Si abbracciano sui binari e si fanno investire dal treno a Battaglia Terme

battaglia terme si abbracciano e si buttano sotto il treno

Miro e Simonetta si sono abbracciati un’ultima volta, seduti sui binari. E hanno aspettato il treno. E’ finita così stamane sulle linea ferroviaria Bologna-Padova la vita di una coppia di padovani di Battaglia Terme, lui 40 anni, lei 50, da tempo ai margini di ogni cosa. Le strutture pubbliche gli avevano offerto aiuto, ma entrambi avevano rifiutato.

Si abbracciano sui binari e si buttano sotto il treno a Battaglia Terme

Senza fissa dimora, con il problema comune dell’alcol, si sorreggevano l’un l’altra, racconta chi li conosceva. La storia tragica di questa coppia, nell’ennesima giornata di emergenza sanitaria, ha squarciato anche la cronaca dominata dal Coronavius. Un problema che non era certo in cima alla loro lista. Testimoni del duplice suicidio sono state alcune delle persone che stamane erano alla stazione di Battaglia Terme. Li hanno visti uscire dalla sala d’attesa – è il racconto fornito alla Polfer – poi la donna si è incamminata verso i binari dell’alta velocità, entrando nella sede ferroviaria. Da lì, poco dopo, è spuntato il treno Frecciarossa in servizio da Napoli a Venezia. La donna si sarebbe seduta, mentre il compagno avrebbe cercato di spingerla fuori dai binari, senza riuscirvi. A questo punto il quarantenne si è accovacciato sullo stesso punto; i due si sono abbracciati, poi il convoglio non ha potuto evitarli. L’incidente ha causato gravi ritardi sulla linea per una ventina di treni.

La coppia investita dal Frecciarossa, ha spiegato il sindaco di Battaglia, Massimo Momolo, era molto conosciuta in paese. Da da anni conduceva una vita di emarginazione. L’uomo era originario di Battaglia, la sua compagna di Galzignano (Padova). Non avevano figli. Legati sentimentalmente, erano senza una casa. Una vita difficile, tra alcol e scatti di collera, di cui sembra fosse preda l’uomo, visto talvolta inveire verso la compagna. Il 40enne aveva lavorato per breve tempo per il Comune, ma non era mai entrato in un percorso di recupero. “Con i servizi sociali – ha detto Momolo – abbiamo provato in tutti i modi a dar loro una mano, ma hanno sempre rifiutato. E’ un colpo durissimo per tutti noi. Erano conosciuti qui”. Se non interverranno le famiglie dei due, il Comune si è detto pronto a farsi carico delle spese dei funerali.