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Bibbia 4.0: cosa succede quando le tue foto nude finiscono su internet

bibbia 4.0

Cosa è la Bibbia 4.0? Un archivio, una raccolta di video e foto intimi di ragazze e donne ordinate spesso per nome e cognome. Selvaggia Lucarelli oggi ne parla sul Fatto Quotidiano

Si chiama Bibbia 2.0, poi aggiornata in 3.0, da poco 4.0: foto e video hot di ragazze che si sono ritrovate lì dentro perché si fidavano di qualcuno. Del fidanzato e del marito, il più delle volte. Poi,quei mariti e quei fidanzati, spesso perché diventati “ex, sisono vendicati sbattendo quella confidenza, quella fiducia su gruppi Telegram e gruppi chiusi di Facebook in cui gira indisturbato qualsiasi contenuto.

Selvaggia Lucarelli dà voce a due delle vittime finite nella Bibbia. Due donne diverse per età e per esperienza, ma ugualmente finite nel tritacarne per foto e video intimi diffusi sul web. I nomi delle persone coinvolte sono di fantasia:

Valeria nel 2014 aveva 16 anni e un fidanzatino che amava. Frequentava un liceo prestigioso in una città del Sud: “Una sera ho inviato un video al mio fidanzato. Avevamo litigato, volevo fare pace. (quel video la ritrae nuda, in bagno, ndr). Poi quel video ha cominciato a girare su Whatsapp tra i ragazzi della mia città e della mia scuola. Ho chiesto il perché al mio fidanzato, lui ha sempre di chiarato che gli era stato sottratto da qualcuno, ma ormai penso che lo avesse fatto girare lui”.

La mamma di Valeria racconta di aver provato a denunciare, ma di aver desistito per i troppi ostacoli. Telefono Azzurro, a cui si era rivolta, le aveva spiegato che sarebbe stato inutile perché era stata lei stessa a inviare il video. Ma la storia non è finita:

Dopo un po’ io cominciai a ricevere messaggi Facebook di uomini che mi scrivevano “Tua figlia è una troia”. Scoprii La Bibbia 2.0, mia figlia era lì dentro, con nome e cognome. Per un periodo Valeria ha meditato di togliersi la vita. Ora stiamo raccogliendo nuovi documenti per denunciare. Spero che questa volta la polizia postale ci aiuti”.

La seconda storia è quella di una donna adulta, vittima di un partner violento e possessivo:

Un giorno mi fece un occhio nero perché, secondo lui, un mio collega ci provava. Un altro quasi mi buttò giù dalla finestra. Alla fine lo lasciai. Cominciò a minacciarmi, mi scrisse: ‘Userò le tue foto nudaper il più grande sputtanamentovia Web del mondo!’.Così è stato. Creò decine diprofili Facebook con le mie foto nuda e inviò richieste di amicizia ai miei parenti, amici,colleghi e conoscenti. Quando ho visto cosa aveva fatto sono morta dentro”. Ha denunciato subito, ma nelfrattempo era già nella Bibbia su Gore Unlucky e poi su altri gruppi, da Degradoland ad #acazzoduro a Sesso droga e pastorizia e Pastorizia never dies.

E la “gogna” non è stata solo virtuale. È stato diffuso l’indirizzo di questa donna, che ha dovuto fronteggiare sotto casa chi l’aveva vista nella Bibbia:

“C’erano le mie foto, nome, cognome e anche l’indirizzo di casa dei miei con le foto di Google Street View. I primi ragazzini hanno cominciato a presentarsi sotto casa. Altri che vedevano la Bibbia scrivevano “cagna ”,“puttana” su Facebook o mi invitavano a uscire. Io spesso giravo questi messaggi alle loro mogli e fidanzate. Poi sono iniziati i messaggi degli stranieri, quel file gira per il mondo. Per un po’ non sono uscita di casa”. Diana ha denunciato i gruppi e il suo ex, oggi è a processo per violenza domestica, stalking, diffamazione, appropriazione indebita. È pregiudicato, quindi se condannato rischia anni di carcere

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