Cronaca

Il mistero del cadavere fatto a pezzi e bruciato a Milano

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Gli agenti della Squadra mobile hanno cercato testimonianze utili tra gli abitanti dei palazzi in via Cascina dei prati, alla periferia nord di Milano, nel quartiere della Bovisasca, dove ieri sera è stato trovato un cadavere fatto a pezzi e poi bruciato. Qualcuno degli abitanti ha raccontato ai giornalisti di aver visto due persone scappare, senza però saper dire se fossero gli autori del rogo o, invece, dei residenti che si allontanavano perché intimoriti dall’incendio.

Il mistero del cadavere fatto a pezzi e bruciato a Milano

Il Corriere anticipa la possibile identità del corpo:

Il mistero del cadavere fatto a pezzi e bruciato tra le case del quartiere Bovisasca, alla periferia Nord di Milano, potrebbe avere una soluzione rapida. In Questura si parla pochissimo, ma le indagini sono frenetiche. E vicine a un punto di svolta. Nonostante gli inquirenti insistano nel ripetere che per scoprire l’identità della vittima servirà l’autopsia, e nonostante per il momento la polizia non voglia neppure confermare che il corpo trovato sabato sera in un «gabbiotto» dei rifiuti condominiali di via Cascina dei Prati 25, sia in realtà quello di un uomo. Un adulto, probabilmente qualcuno che ha avuto in passato guai con la giustizia, poiché sarebbe stato identificato, quantomeno in via informale, attraverso i resti di alcune impronte digitali.

Ma come è stato bruciato e nascosto il cadavere?

C’è chi ha raccontato alla polizia d’aver visto delle persone appiccare il fuoco e allontanarsi in fretta mentre arrivavano i pompieri, anche se gli investigatori sono molto cauti su queste testimonianze. Quello che si sa è che, dopo aver spento le fiamme appiccate forse con della benzina (trovata una tanica da 5 litri di «Amuchina», usata probabilmente per versare il liquido infiammabile), i pompieri hanno scoperto i resti della vittima in un angolo del deposito: il tronco, con le gambe tagliate poco sotto al ginocchio, i piedi, la testa e le braccia lì accanto. Sembra che la persona che ha portato il cadavere, lo abbia prima chiuso in una valigia: così dicono i residui di plastica e tessuto trovati sul corpo. L’ipotesi è che il «depezzamento» sia legato non tanto alle modalità dell’uccisione, quanto alla necessità di sbarazzarsi della vittima. L’assassino potrebbe aver fatto tutto da solo, portando il cadavere al calare del buio. E magari si tratta di un residente, o al massimo di un frequentatore del quartiere.

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