Le ultime parole formose

La catastrofe che cancellerà l'uomo

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Se non lo sapevate, secondo gli scienziati esistono “rischi esistenziali” che minacciano di cancellare la nostra specie – e anche parecchie altre- dalla faccia del pianeta. Una catastrofe insomma. Non parliamo di disastri naturali, a quelli qualcuno è sopravvissuto sempre, per quanto immani siano stati, ma di catastrofi in grado di porre fine alla storia umana. Se ne occupa in particolare l’Istituto per il futuro dell’umanità di Oxford, un centro interdisciplinare creato nel 2005 nell’ambito della facoltà di filosofia, che ha l’obiettivo di elaborare e applicare modelli scientifici e filosofici in grado di studiare questioni di importanza cruciale per la nostra specie, dagli effetti collaterali sulla condizione umana di scoperte tecnologiche ancora in elaborazione fino all’esito di eventuali catastrofi planetarie, per sensibilizzare opinione pubblica e governi ai temi del fine vita della Terra. Con un atteggiamento sempre concreto e pragmatico: per esempio igiene, vaccini e antibiotici hanno fatto della peste, che una volta era considerata un flagello di Dio, un problema di salute pubblica gestibile.
CATASTROFE, BOMBA O EPIDEMIA? – Secondo Anders Sandberg, esperto di neuroscienze computazionali (una delle discipline che si occupano di studiare come reagisce il nostro cervello in relazione al mondo che ci circonda) e ricercatore presso l’istituto di Oxford, le nostre preoccupazioni dovrebbero ruotare intorno a cinque scenari di catastrofe. Innanzitutto un conflitto atomico: no, non è roba del passato, non siamo affatto guariti dalla follia atomica, anzi dobbiamo ricominciare a considerarlo un evento tutt’altro che improbabile, che secondo gli studiosi porrebbe fine al genere umano non tanto e non solo con le esplosioni in sé e la contaminazione radioattiva, ma con l’inverno nucleare che seguirebbe all’esplosione di migliaia di testate nucleari, capaci di rendere impossibile lo sviluppo delle piante, che nutrono il bestiame e noi: niente più da mangiare, insomma. Il secondo rischio potenziale di catastrofe è quello costituito da una epidemia planetaria: non le solite pestilenze alle quali siamo sopravvissuti e che ci hanno anzi consentito di prosperare,come accadde in Europa fra il 1347 e il 1353, quando un terzo della popolazione del continente si tolse di torno, rendendo più raro e quindi più prezioso e retribuito il lavoro degli artigiani (e non solo di loro: a Venezia morirono 20 medici su 24, a Londra scomparvero tutti i mastri delle corporazioni dei sarti e dei cappellai, e resero l’anima a Dio un terzo dei cardinali riuniti in conclave ad Avignone). Qui si tratta delle epidemie architettate in laboratorio grazie alle nuove possibilità della bioingegneria, loro sì rappresentano una catastrofe assolutamente implacabile.
LA CATASTROFE “HAL 9000” – Un altra possibile catastrofe è costituita dalla possibilità di creare una super intelligenza artificiale in grado di surclassarci, e di trovarci detestabili fino a distruggerci; anche in questo campo noi sciagurati apprendisti stregoni ci stiamo dando attivamente da fare. E che dire della nanotecnologia, che viene utilmente impiegata in molti settori, ma che, consentendo il controllo sulla materia a livello di atomo, potrebbe spedire la nostra intera specie all’altro mondo, se cadesse nelle mani qualche malintenzionato del genere dei villains di James Bond? Infine, ultimo ma non meno importante, il rischio costituito dalla possibilità che là fuori esista qualcosa di spaventosamente terribile di cui non sospettiamo nemmeno l’esistenza. “Il silenzio dei cieli potrebbe essere interpretato come una prova dell’esistenza di questa minaccia – spiega il dottor Sandberg al Guardian. – L’inesistenza di vita sugli altri pianeti è forse dovuta al fatto che questa intelligenza malvagia tende a spazzare via gli occupanti dell’universo quali noi siamo? Se questo ‘filtro planetario’ esiste, potremmo essere noi le sue prossime vittime?” Fantascienza? Può darsi; ma molte cose che oggi ci sembrano comunissime, dalle porte automatiche ai satelliti spaziali, sono state immaginate dalla letteratura di anticipazione. Speriamo che il dottor Sandberg si sbagli.