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Claudia Galanti e il tentativo di suicidio dopo la morte di Indila Carolina

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Claudia Galanti rivela in un’intervista a Chi alcuni particolari della morte della figlioletta Indila carolina, di appena nove mesi:

Prendo l’aereo per Parigi. Alternavo disperazione e rabbia. Mi portano direttamente in ospedale. Entro in una sala fredda Quel freddo lo sento ancora oggi. Arnaud è a terra e in lacrime, piangevano tutti. Io ero sotto shock. Cercavo Indila. La vedo su un lettino. La mia bimba, la mia bimba. Era fredda, un freddo che riempiva la stanza. Provo il dolore più grande della mia vita.

Claudia spiega come ha reagito in quel momento:

Provo a baciarla ma è fredda. Arnaud le accarezza la guancia per riscaldarla così io posso appoggiare le labbra. Dopo il bacio ho il crollo. Ricordo soltanto il funerale con rito ebraico, poi ho alcuni momenti di vuoto. finché mi sono trovata di nuovo in ospedale. Ancora oggi non riesco ad accettare quello che è successo.

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E come il dolore l’ha portata quasi a compiere un gesto estremo, quello del suicidio:

«Ero a Parigi, la mia bambina, Indila era morta già da qualche settimana quando ho deciso di farla finita. Sono salita in piedi sulla finestra: lo sguardo volava giù e volevo che il mio corpo lo seguisse. Mentre pensavo al salto è entrato mio figlio Liam. Mi ha detto: “mamma”. E io mi sono fermata. Ma ho capito che nella mia vita non potrò mai più essere felice».

E rivela di essere in cura, e di andare avanti con grande difficoltà:

«Non supererò mai questo momento. Sono stata in cura e lo sono ancora. Non so quando e come ne uscirò. ma ho deciso di ricominciare, per il bene dei miei figli. Ho lasciato Parigi e sono tornata a Milano. Ho chiamato a rapporto i miei fratelli e mio padre. Sono tornata una bambina indifesa, senza forza e senza coraggio. Per tanti anni mi sono presa cura di loro, ora sono io che ho bisogno di aiuto. Ho trovato la forza di vivere grazie a Indila. Lei e mia madre dall’alto mi danno la spinta per non mollare».