Cronaca

Come Fabrizio Pasini ha ucciso Manuela Bailo

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Fabrizio Pasini, amante di Manuela Bailo sposato e con figli, ha confessato di aver ucciso la donna scomparsa da luglio e ha fatto ritrovare il suo corpo sepolto in una cascina ad Azzanello. I particolari della confessione sulla dinamica dell’omicidio.

Come Fabrizio Pasini ha ucciso Manuela Bailo

Pasini ha spiegato che la morte di Manuela sarebbe stata un incidente durante una lite, come spiega il Corriere:

Domenica Fabrizio è rientrato dalle vacanze in Sardegna con la famiglia: ad attenderlo, fuori dalla sua casa di Ospitaletto, i carabinieri —  Ros, nucleo investigativo e operativo, colleghi della Valtrompia — con un decreto di perquisizione tra le mani. Perché nel frattempo, in questi giorni, sono arrivati gli esiti di una serie di accertamenti tecnici (compresa l’analisi delle celle telefoniche e delle telecamere di videosorveglianza) indispensabili a chiudere il cerchio, dopo l’iscrizione nel registro degli indagati. Poi il crollo.

«Ho qualcosa da dire» ha detto Pasini sentendosi ormai irrimediabilmente braccato. Sentito dal pm, ha confessato l’omicidio di Manuela. «Sì, sono stato io, ma non volevo. Non avevo intenzione di farle del male, non l’ho fatto apposta» ha ribadito, al fianco del suo difensore d’ufficio, l’avvocato Matteo Scapaticci. Provato, esausto, ma lucido, e non particolarmente scosso. Nella ricostruzione resa dall’uomo per il quale Manuela aveva «una forte infatuazione» — testuale dal verbale della denuncia di scomparsa sporta dalla famiglia il mercoledì successivo al suo allontanamento —sarebbe stato un incidente: nell’appartamento (vuoto) dei genitori di lui, a Ospitaletto.

Perché è lì che Manuela e Fabrizio sono andati, insieme e con l’auto di lui, proprio nella prima serata del 28 luglio. Hanno discusso, alzato la voce, litigato. «L’ho spinta, è caduta giù per le scale, non volevo… » ha detto. A innescare «la violenza», un diverbio su una questione che gli inquirenti definiscono banale, un dettaglio, verosimilmente legato a motivi passionali e riconducibili a una relazione che altrettanto verosimilmente, al contrario di quanto dichiarato dallo stesso Pasini nei giorni successivi, pare fosse tutt’altro che finita.

«Poi ho perso la testa» ha continuato Fabrizio spiegando agli inquirenti le sue mosse, una volta realizzato quanto successo. Stando a una prima ricostruzione, peraltro, Manuela sarebbe morta dopo la mezzanotte di quel maledetto sabato e solo poi, dopo un paio di giorni (e notti passate sotto il tetto coniugale), Pasini — che quella stessa sera al pronto soccorso si è fatto refertare la frattura di un paio di costole: «Sono caduto» — ne avrebbe caricato il corpo in macchina per portarla nel Cremonese e disperderne le tracce.

Peccato che la sua Opel Meriva bianca sia stata immortalata dalle telecamere di videosorveglianza installate sulla strada lungo il fiume Oglio, non lontano dalla cascina di Azzanello — peraltro di proprietà della famiglia Brusaferri, della ditta Simpo a Quinzano, che la utilizza come rimessaggio per gli attrezzi agricoli (e nulla c’entra ovviamente con questa tragedia).

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Fabrizio Pasini: il depistaggio con gli sms dal telefono di Manuela Bailo

Pasini, intervistato telefonicamente dal Giornale di Brescia mentre si trovava ancora in Sardegna, aveva negato qualsiasi coninvolgimento nella morte di Manuela Bailo:

«Non c’entro nulla con la sua scomparsa, io non ho fatto niente—aveva detto —. E sono preoccupato per lei, non ho idea di cosa possa esserle capitato».

Ma giorni prima aveva mandato vari sms dal telefono di Manuela, inducendo a pensare che il suo fosse un allontanamento volontario e che fosse ancora viva dopo la scomparsa:

La sera del 28 luglio, alle 21.12, sullo smartphone di Matteo Sandri, ex fidanzato e convivente di Manuela, arriva un messaggio WhatsApp: «Ciao, guarda che non torno a dormire perché sono andata al lago». «Mi fermo anche questa sera, vado al lavoro diretta» lo avvisa ancora il giorno successivo, domenica 29, alle 19.04. In effetti i genitori di Manuela hanno un piccolo appartamento a Rivoltella di Desenzano, sul Garda, ma non c’è prova che lei ci sia mai arrivata. A digitare, sul display del cellulare, è Fabrizio.

Avevano ragione mamma Patrizia, la sorella Arianna: «Non li ha scritti lei quei messaggi, non è il suo stile» commentavano, dopo aver ribadito, disperate, che Manuela non era il tipo da allontanarsi da sola senza avvisare o farsi sentire per tranquillizzare i suoi cari («non l’ha mai fatto»). «Ho la febbre, non vengo», scrive ancora Fabrizio Pasini, fingendosi la sua vittima, lunedì mattina, 30 luglio, al suo datore di lavoro.

A destare sospetti è anche il fatto che a una specifica domanda su una pratica che personalmente stava seguendo, Manuela Bailo taccia. Anche questo non era da lei. «Sono stata dal medico, ho la bronchite, torno venerdì» la comunicazione inviata, sempre quel lunedì sera, a una collega. Non rientrerà più, e chi digita lo sa bene, ma prende tempo. Alle 10.08 l’alert dei messaggi trilla sul cellulare della mamma: «Oggi e domani non ci sono per pranzo». Il loro rito. Alle 21.51 dello stesso giorno l’ultimo segnale all’ex fidanzato: «Ciao, sono con la Francy, avevo bisogno di parlare, lei è l’unica che mi capisce».