Cronaca

Coronavirus: chi pulisce i bus a Roma? (spoiler: nessuno)

Il Coronavirus sopravvive anche sulle superfici degli oggetti anche se la trasmissione principale avviene attraverso il contagio tra persona e persona. A Roma Atac fornisce agli autisti istruzioni su come difendersi dal rischio contagio tramite pratiche igieniche. Cosa viene fatto però per i bus a difesa di personale e passeggeri?

Coronavirus: chi pulisce i bus a Roma? (spoiler: nessuno)

Lo racconta il Messaggero

Porre attenzione all’igiene delle superfici, lavarsi frequentemente le mani, evitare i contatti stretti e protratti con persone con sintomi influenzali: eccole le indicazioni di Atac al proprio personale su bus e metropolitana per debellare il rischio di contagio dal coronavirus, sciorinate in una missiva aziendale. Si tratta di indicazioni, ovviamente, utili anche per proteggere indirettamente i milioni di passeggeri che ogni giorno utilizzano la rete del trasport opubblico capitolino, pendolari e turisti che possono essere potenziali veicoli di contagio.

Sott’accusa, però, finisce proprio quell’«igiene delle superfici» tanto raccomandata che gli stessi lavoratori ritengono decisamente scarsa a bordo dei mezzi targati Spqr. E non solo loro, perché gli utenti continuano a postare sui social immagini di sedili luridi, pedane sporche, superfici addirittura scambiate per gabinetti: «Giorni fa sul 412 c’era un sedile pieno di urina»,«vi farei vedere i bus di linea 343 ,indecenti e mai puntuali», sono solo alcune delle segnalazioni che si rincorrono sul web. Insomma, autobus e tram non sarebbero proprio passati a lustro prima di iniziare una nuova corsa, anzi. Tutte le sere una spazzata veloce e via, se c’è tempo si passa anche il panno umido per la polvere, mentre la pulizia a fondo dei tram, avviene solo ogni 15 giorni, quella dei bus addirittura una volta al mese. Basta alzare gli occhi e dare un’occhiata ai filtri dell’aria interni: sporchi anche quelli e da alcuni spuntano persino aghi di pino.