Cronaca

Cosa pensa Piero Angela della riapertura il 4 maggio

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Piero Angela è preoccupato per l’inizio della Fase 2 il 4 maggio: anche la riapertura graduale potrebbe portare guai se non stiamo attenti. E l’unica speranza è il vaccino

Cosa pensa Piero Angela della riapertura il 4 maggio

Ecco cosa ha detto al Corriere:

Che cosa le è mancato di più inquesti due mesi?
«Gli amici, i miei figli, i nipoti.. Ogni tanto facciamo la video chiamata, però è una cosa un po’meccanica, la trovo fredda: stare insieme è un’altra cosa…».

Cosa farà il 4 maggio quando comincia la «Fase2»?
«Io continuerò a essere prudente e a non uscire. Però penso che verranno qui i miei nipoti e sarà un momento importante: è tanto tempo che non ci vediamo e non era mai successo prima, perché abitiamo vicino».

La preoccupa il rientro alla normalità?
«Temo questa “apertura dei cancelli”, anche se molto graduale. L’influenza di stagione ogni anno in Italia colpisce mediamente 5-6milioni di persone, concinquemila decessi. Il nostro organismo è predisposto con le difese immunitarie, e basta stare a letto per guarire. Adesso, invece, non siamo preparati. Se si guardano i contagiati ufficiali il numero è ancora basso, ma la mortalità è moltopiù alta rispetto alla normale influenza. Dobbiamo stare attenti finché non ci sarà il vaccino».

I no-vax lo faranno? Ride.
«Ognuno si regola come vuole, però il mio lavoro, anche con il Cicap, è di dare una informazione corretta. Poi,ognuno è libero di buttarsi dalla finestra, purché sappia che non è una cosa che migliora la salute!».