Spettacolo

Ma davvero Giulia Calcaterra ha ucciso il suo cane?

giulia calcaterra cane denuncia inchiesta - 2

Non è poi così vero che chi va all’Isola dei Famosi lascia a casa i suoi problemi e ha un’occasione per rinascere. Ne sanno qualcosa Andrea Marcaccini e Moreno che sono stati denunciati per molestie e violenze. Il primo è già stato espulso dall’Isola mentre il destino del secondo deve ancora essere reso noto. Ma non sono solo gli uomini ad essere rincorsi dai fantasmi del passato, anche l’ex Velina Giulia Calcaterra nasconde una storia “terribile”.

giulia calcaterra cane denuncia inchiesta - 1
Giulia con il suo rottweiler

IL ROTTWEILER DI GIULIA CALCATERRA – La vicenda risale a cinque anni fa quando Giulia Calcaterra era la Velina bionda di Striscia la Notizia. Nell’autunno del 2012 è stata al centro di un vero e proprio caso – scatenato tra gli altri da alcune associazioni animaliste – a causa della morte del suo cane, un Rottweiler di tre anni che secondo gli animalisti la Calcaterra avrebbe fatto sopprimere perché non aveva più tempo di occuparsene. Una notizia che non ha mancato di suscitare la rabbia di molti amanti degli animali che sono insorti dopo che la Velina ha postato una foto con un altro cane, questa volta un Golden Retriever che aveva preso al posto del precedente. Ad alimentare la confusione anche il fatto che Giulia abbia dato all’epoca spiegazioni molto differenti tra loro su come siano andate le cose e che la redazione della Iene aveva fatto sapere che il cane stava bene e che era stato adottato da un’altra famiglia. Questa è la versione di Giulia Calcaterra, che ha spiegato che il cane è stato soppresso a causa di una malattia che lo aveva reso molto aggressivo:

Il cane, purtroppo, è stato fatto sopprimere per una malattia accertata e certificata dal veterinario. Ho fatto davvero di tutto per far sì che questo non dovesse accadere. Purtroppo non riconosceva più me come padrona: mi ha aggredita e ha aggredito anche mio fratello. La situazione non poteva più essere gestita, non sono riuscita a trovare nessuno che potesse occuparsene come un cane di questo genere in queste condizioni avrebbe richiesto. Posso però in tutta onestà dire che ho cercato di evitare tutto ciò fino all’ultimo

Versione che è stata confermata anche dal veterinario, Nico Tavian, in un’intervista rilasciata ad Oggi. Ricordiamo che il veterinario che rischia molto di più della Calcaterra a livello professionale qualora avesse fatto uccidere un animale in salute:

Giulia mi chiamava piangendo anche se il suo cane non mangiava o dava un colpo di tosse. Conosco la famiglia di Giulia da dieci anni. Vennero fino dalla provincia di Novara per un problema di dieta di un cane: questo per dire quanto tengano ai loro animali. Da allora hanno affidato i diversi cani che hanno avuto alle mie cure. Il rottweiler lo presero quattro-cinque anni fa. Dormiva in casa e me lo portavano per qualsiasi problema. Intorno a maggio mi riferirono che aveva ringhiato più di una volta al fratello piccolo di Giulia, di 10-12 anni. Un classico problema di gelosia della specie. Consigliai due alternative. Farlo addestrare, ma Giulia era troppo sensibile per avere polso con un molossoide, che, sia chiaro, necessita sempre di una scuola. O darlo in adozione, per evitare il rischio che mordesse il bimbo. Infatti iniziò il passaparola tra gli animalisti.

Il veterinario ha anche confermato il racconto della malattia, una torsione gastrica che è stata la causa effettiva della morte:

Agli inizi di luglio, però il cane ebbe una torsione gastrica, uno dei problemi congeniti di cui possono soffrire i cani a torace largo come rottweiler, alani e pastori tedeschi. Una patologia che uccide in 15-20 minuti. Arrivò qui che era già morto. Constatai la malattia, e diedi il certificato di morte ai proprietari, perché risultava registrato in Piemonte. Al fratellino di Giulia dissero giustamente che il cane era stato adottato e non che era morto. E io, per il futuro, consigliai un cane più adatto a convivere con un bimbo. Infatti presero un Golden Retriever

L’ARCHIVIAZIONE DELLA DENUNCIA – Ciononostante l’AIDAA, l’associazione presieduta da Lorenzo Croce, aveva presentato una denuncia alla Procura di Novara per maltrattamenti secondo l’articolo 544 ter del Codice Penale. Curiosamente AIDAA non ha presentato nessuna denuncia nei confronti del veterinario, forse per paura di essere citata per diffamazione. Come spesso accade per le denunce dell’AIDAA anche nel caso della Calcaterra tutto è finito con un’archiviazione a darne notizia proprio Striscia La Notizia che fa sapere che il Gip del Tribunale di Novara nel 2014 ha accolto la richiesta del Procuratore della Repubblica di archiviare il procedimento, con la seguente motivazione:

Rilevato che al di là delle propalazioni fatte sulla base di notizie giornalistiche di dubbia attendibilità, ciò che è certo è che il cane è deceduto nell’ambulatorio del veterinario per torsione gastrica, come dallo stesso dichiarato e certificato. Non vi è, pertanto, alcuno spazio per ritenere sussistente alcuna ipotesi di rilevanza penale a carico dell’indagata.

Insomma chi tira oggi fuori la storia del cane della Calcaterra per chiederne un’eventuale espulsione dall’Isola evidentemente non è aggiornato, perché la vicenda si è conclusa definitivamente tre anni fa. Ora attendiamo che gli animalisti si occupino degli insulti a Raz Degan che è stato trattato come un cane da alcuni naufraghi.