Cronaca

La storia di Delia Demuro che cerca il nipote su Facebook

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Delia Demuro è una signora di Cagliari che qualche giorno fa si è messa alla ricerca del figlio del fratello Augusto. Per farlo ha pensato di rivolgersi a Facebook sperando che le condivisioni riescano a portare il suo messaggio riesca ad arrivare a quel nipote che non ha mai conosciuto. Della storia si sa pochissimo, solo le poche righe e le pochissime informazioni biografiche che la signora Delia ha affidato a Facebook.
 
CHI CONOSCE IL NIPOTE DI DELIA DEMURO? – Stando a quanto scrive sul suo profilo Facebook il nipote dovrebbe essere il figlio (o la figlia) del fratello, morto il 24 febbraio 1969 a Verbania. Prima di morire Augusto raccontò a Delia di aver saputo che di lì a poco sarebbe diventato padre. Il figlio quindi dovrebbe essere nato qualche mese dopo l’aprile 1965 ma non è chiaro se davvero sia venuto alla luce. Anche perché la signora Delia non ha mai conosciuto la madre e non sa né come si chiama né di dove fosse.
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L’unica informazione utile a risalire all’identità della madre è che in quei mesi Augusto lavorava in un albergo a Lesa, vicino a Stresa in provincia di Novara. La foto di Augusto allegata al messaggio potrebbe aiutare solo nel caso la madre sia ancora viva e riconosca in quel volto il padre del figlio. Oppure se per caso il fratello di Delia ha lasciato una sua foto a quella che sarebbe diventata la madre del figlio. Non si sa nemmeno se il nipote sia un maschio o una femmina, cosa che non aiuta molto a restringere il campo delle ricerche.
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Nel tentativo di aiutare la signora Demuro a trovare questo nipote perduto gli utenti di Facebook hanno condiviso il post ovunque (non che la cosa sia complicata) e attualmente il messaggio originale ha raggiunto oltre trentamila condivisioni. Le speranze che un eventuale figlio (o figlia) di Augusto possa trovare i suoi parenti che lo aspettano in Sardegna sono davvero remote, potrebbe non avere Facebook o non usare Internet. Addirittura potrebbe non essere più in Italia oppure la madre potrebbe essersi sposata e aver taciuto l’identità del neonato. Ed è strano che la donna non sia andata a conoscere la famiglia al funerale di Augusto (ammesso e non concesso che ne avesse avuto la possibilità). La speranza a questo punto è che a qualcuno che legge il messaggio possa venire in mente la storia simile di un suo conoscente