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Domenico Maurantonio e il sospetto della lite prima della morte

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Repubblica parla di una “pista della colluttazione” nel caso dello studente morto cadendo dal quinto piano dell’hotel Da Vinci a Milano. I campioni prelevati dalle unghie di Domenico Maurantonio sarebbero stati analizzate per cercare eventuali tracce genetiche di altre persone:

Le nocche, i tessuti sotto le unghie, gli zigomi. Fra i reperti prelevati dal cadavere i Domenico Maurantonio, anche i campioni per verificare se prima della morte il 19enne abbia avuto una colluttazione. E se, quindi, la caduta dal quinto piano sia avvenuta dopo una lite. Tracce genetiche di terze persone potrebbero indicare anche un tentativo di Domenico di aggrapparsi a qualcuno prima di precipitare.

DOMENICO MAURANTONIO: “LA RICOSTRUZIONE DEI COMPAGNI NON STA IN PIEDI” – E parla ancora l’avvocanto della famiglia di Domenico Maurantonio, che insiste sulle lacune e le contraddizioni presenti nel racconto dei compagni su quanto avvenuto quella notte:

“Nell’ambito dell’indagine difensiva fatta per conto della famiglia appare che ad un certo punto tutto si blocca intorno alle 5. I ragazzi che ho sentito ricostruiscono i fatti fino ad un certo punto, poi tutto si ferma perché tutti fanno dell’altro. Una ricostruzione che proprio non sta in piedi”. Lo afferma l’avvocato Eraldo Stefani, il legale nominato dai genitori di Domenico Maurantonio, il 19enne caduto per cause ancora misteriose dal quinto piano di un hotel di Milano, dove si trovava in gita con la scuola. “I ragazzi – aggiunge – danno la percezione di una certa sicurezza a prima vista, in realtà si tratta di una sicurezza solo apparente, indice di fragilità, per lo più perché quell’albergo ha una modesta insonorizzazione. Questo significa che è inverosimile che nessuno abbia sentito nulla”. “La mia preghiera – torna a dire Stefani – è che questi ragazzi portino il più possibile a completezza le loro narrazioni, perché ogni giorno che passa getta ulteriori ombre su questa vicenda”. Stefani svela un’altra circostanza. “Sempre nell’ambito delle indagini difensive ho scoperto che la classe si è incontrata fuori dalla scuola in un ambiente privato subito dopo la tragica gita. Di certo in questa indagine devono essere ‘attenzionati’ i ragazzi, ma anche i professori, la scuola nel suo insieme, le istituzioni al di sopra della scuola e i genitori dei ragazzi”. “Si tratta – conclude – di giovani prossimi alla maturità, un esame per il quale devono evidenziare valori di senso civico, cultura della legalità, senso di giustizia e valore dell’amicizia. Gli amici veri di Domenico devono fare di tutto per aiutare investigatori. Non è verosimile quanto è emerso fino ad oggi. Questi ragazzi diano una vera dimostrazione della loro maturità”.