Cronaca

“Elisa Amato accartocciata tra il sedile e il cruscotto, Federico con un colpo alla testa”

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Qualcuno poteva salvare Elisa Amato prima che il suo ex Federico Zini la uccidesse con una calibro 9 a San Miniato (leggi qui)? Il calciatore e la commessa di Prato non stavano più insieme da un anno. Lui era stato in Asia per lavoro per un intero anno. Lei al suo ritorno aveva chiuso la storia. Ma Federico non lo accettava. Anche se non ci sono tracce nei telefonini di minacce le amiche di Elisa Amato parlano di atteggiamenti ossessivi e spiegano che avevano suggerito alla ragazza di denunciarlo:

Le prime indagini dei carabinieri del nucleo operativo di Pisa e San Miniato, coordinati dal maggiore Giovanni Bartolacci, non descrivono episodi di stalking e minacce. «Sarebbe bastata una segnalazione per non concedere e semmai revocare immediatamente il porto d’armi sportivo al giovane e invece non è arrivato niente», spiegano gli investigatori. Eppure alcuni amici della ragazza parlano di una situazione pesante che andava avanti da tempo: continue telefonate, messaggi, pedinamenti. «Eravamo tutti preoccupati e probabilmente abbiamo dato fiducia a una persona, Federico, che non meritava», racconta Anna, un’amica. Drammatica la testimonianza di Francesca F., una vicina di casa di Elisa: «Pochi giorni fa avevo detto alla mamma della giovane che quello era un ragazzo pericoloso, di stare attenta », ha detto la donna senza però spiegare altro.

Federico Zini e il piano per uccidere Elisa Amato

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Federico aveva deciso di uccidere Elisa da tempo. Pianificando tutto aveva preso il porto d’armi e comprato una pistola. Il Corriere spiega:

Federico aveva premeditato tutto. Con una lucida spietatezza che oggi nessuno riesce a spiegarsi. Lui, che non amava pistole e fucili, aveva preso il porto d’armi sportivo e acquistato una calibro 9 di fabbricazione cecoslovacca una settimana fa e poi si era messo a spiare Elisa senza che nessuno se ne accorgesse. E alla vigilia del suo 25esimo compleanno, dopo aver cenato con i genitori e il fratello minore, si è diretto verso casa della sua ex.

Federico Zini: la dinamica dell’omicidio di Elisa Amato

Repubblica racconta cosa è successo quando Federico Zini arriva sotto casa di Elisa Amato: gli spari, il rapimento e infine il suicidio:

Cento metri a piedi con una pistola calibro 9 in mano, dalla sua macchina a quella della ex fidanzata appena giunta sotto casa dopo una serata con le amiche. Sono le 3 di venerdì notte a Galciana, una frazione di Prato, quando Federico Zini, 25 anni, entra a sorpresa nell’auto di Elisa Amato, 30. I testimoni sentono le voci che si alzano in un litigio, poi un grido e infine tre colpi. Sono spari. Il giovane, un calciatore di serie D, esce dall’auto, fa il giro per arrivare sul lato del guidatore, dà spinte vigorose al corpo senza vita o agonizzante della ex per spostarlo sul sedile del passeggero e parte verso San Miniato, il paese in provincia di Pisa dove abita, a 50 chilometri di distanza. Qui si ferma in un parcheggio sotto il paese, in mezzo al verde accanto a un campo sportivo, e si uccide. I corpi vengono trovati ieri mattina alle 9.

Non si sa se Elisa sia stata uccisa subito o dopo che è stata trascinata nell’auto. È stata ritrovata accovacciata sul sedile, spiega la Stampa:

Resta da stabilire se nel tragitto Elisa fosse già morta o ferita, oppure se abbia dovuto seguire Zini sotto minaccia della pistola. Molti elementi fanno pensare, anche se sarà necessaria l’autopsia per fugare ogni dubbio, che il delitto sia avvenuto nella prima fase dell’incontro tra i due. Almeno due i colpi andati a segno contro la donna, uno dei quali l’ha raggiunta al torace. La ritroveranno piegata su se stessa, accartocciata tra il sedile e il cruscotto, mentre lui si è sparato alla testa.