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“Vi spiego come è il porno femminista”

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Erika Lust è una fra le più note registe di pellicole erotiche al femminile a livello mondiale. Nei suoi film esprime le sue opinioni sul sesso: “un elemento sano e naturale della vita delle persone che, per questo, è necessario raccontare”. In un’intervista a La Stampa racconta perché.

“Vi spiego come è il porno femminista”

Ecco le sue parole:

Quali sono le motivazioni profonde che l’hanno spinta in questa produzione assolutamente pionieristica nel mondo della pornografia?
«Sono motivazioni strettamente personali che risalgono alla mia adolescenza. Da giovanissima avevo già esperienze con la visione di film pornografici. Ma c’era qualcosa che non mi convinceva.
Non mi sono mai sentita attratta dai film porno prodotti a livello mainstream. Sentivo che quello che vedevo era fortemente maschiocentrico. Il corpo maschile era protagonista assoluto e le donne venivano rappresentate soltanto come magnifici oggetti del desiderio o strumenti del piacere maschile. Per questo ho iniziato a desiderare fortemente di fare film dal mio punto di vista, con il mio desiderio, la mie fantasie, le mie storie. Ho deciso così di girare il mio primo cortometraggio nel 2004 e di metterlo gratis online aprendo un blog personale ErikaLust.com. Appena caricato su youtube ho avuto in pochissimi giorni migliaia di visualizzazioni e moltissime donne hanno iniziato a scrivermi per congratularsi con me. Mi dicevano di amare follemente la mia nuova prospettiva e che non avevano mai visto nulla del genere. Grazie a quelle reazioni ho sentita finalmente che non ero la sola ad avere quell’esigenza. Insomma mi sono sentita davvero
capita»

Cos’è cambiato per le donne nel mondo del lavoro e nella sfera della sessualità dall’inizio della tua carriera ?
«Stiamo assistendo a una rivoluzione femminista. Le donne sempre di più stanno acquisendo potere e ricoprono ruoli che non avevano mai coperto prima. Sempre di più gli immaginari si stanno modificando e spero vivamente che non si torni indietro. Penso anche che si possa parlare di una sorta di liberazione sessuale visto che sempre di più il sesso visto da un punto di vista femminile si sta diffondendo. La mia produzione si è inserita in una nuova onda che ormai era necessaria per tutti. La sessualità per sua natura diviene un’opportunità di emancipazione e di felicità che non va assolutamente persa, ma incentivata. Come sai, come atto militante, attraverso la mia casa di produzione produco e finanzio giovani registe, sostenendo il loro talento per “aprire” sempre di più il panorama del cinema internazionale alle donne. Questo è davvero importante per me. Nella mia casa di produzione l’80% delle donne lavora con me in ruoli di responsabilità. Lavorare sull’autocensura femminile a ricoprire ruoli di potere nella produzione cinematografica è uno dei miei obiettivi. Gli uomini hanno avuto questi ruoli fino ad ora, è necessario bilanciare gli immaginari e si deve farlo in ogni campo. Ho iniziato proprio per questo motivo un programma specifico con la mia casa di produzione che permette a delle giovani registe di produrre il loro film erotico. A Torino nel focus che mi avete dedicato – e di cui sono molto felice – mostrerò infatti molti di questi film dal contenuto saffico»