Apertura

Fabrizia Di Lorenzo è morta

fabrizia di lorenzo italiana morta berlino

Fabrizia Di Lorenzo è morta: lo annuncia il ministro degli Esteri Angelino Alfano. La ragazza era una dei dispersi dopo l’attentato con il tir nel mercatino di Natale a Berlino, per il quale è ricercato Anis Amri. “La magistratura tedesca, così come ha comunicato il ministero degli Affari Esteri della Germania, ha esaurito le verifiche necessarie e purtroppo, ormai c’è la certezza che, fra le vittime, c’è l’italiana Fabrizia Di Lorenzo”. “Sono affettuosamente vicino alla famiglia e ai suoi cari, condividendone l’immenso dolore”, conclude il responsabile della Farnesina.
Il premier Paolo Gentiloni ha espresso su Twitter vicinanza alla famiglia di Fabrizia Di Lorenzo:


Le ultime parole che Fabrizia Di Lorenzo ha rivolto alla sua famiglia sono quelle di una ragazza che sta per tornare a casa per Natale:

«Ciao mamma, come stai? E papà? Io bene, tranquilla. Sto andando al mercatino di Natale, in centro. Voglio prendere qualche regalo, ci sono cose carine lì… Sì, certo, ci vediamo mercoledì».

E invece Fabrizia ormai è quasi certo che non rivedrà Sulmona. Viveva e lavorava a Berlino da tempo dopo gli studi e l’Erasmus in Germania, come racconta il Messaggero:

Laurea triennale alla Sapienza nel 2009 in Mediazione linguistico culturale.  Poi si è trasferita a Bologna per la laurea magistrale in Relazioni internazionali e diplomatiche. Nel 2012 consegue anche un Master all’università Cattolica. Da marzo 2015 lavorapresso 4flow, un’azienda di logistica e trasporti, prima aveva un impiego presso la Bosch.
É andata a vivere a Berlino tre anni fa, a Sulmona, la sua città, ci torna per le feste e qualche settimana d’estate, è da un bel po’ che l’ha abbandonata perché la curiosità la porta lontano. Sarebbe tornata anche questo Natale, dalla famiglia, il volo prenotato per mercoledì. Il Natale tutti insieme, con il papà Gaetano che lavora alle poste di Sulmona,la mammae il fratello che sta per laurearsi in Ingegneria a Torino.
Ma poi di nuovo a Berlino, subito dopo le feste, quella è ormai la sua città. Abita vicino a Breitscheidplatz. «Il nostro motto, il nostro posto: in love with Berlin», scrive su facebook. Lì avevafatto l’Erasmus tra il 2006 e il 2007 ed era stata conquistata da quella bella energia, è una città per giovani e i sogni valgono qualcosa.

Fabrizia non ha mai preso quel volo. Non è mai tornata a Sulmona per festeggiare il Natale. È stata la sua famiglia a volare a Berlino, per riconoscere quello che potrebbe essere il suo corpo:

La madre non sa dire se quel volto sfigurato è della figlia, ci vorrà l’esame del dna per cancellare ogni dubbio. «Siamo stati noi achiamare la Farnesina», raccontail padre.

E il Corriere riporta le parole di papà Gaetano, che lasciano poche speranze:

«Già ieri notte avevamo capitoche era finita. Abbiamo chiamato noi la Farnesina». Gaetano Di Lorenzo sta perdendo anche l’ultima speranza. Il giorno più brutto della sua vita è iniziato dopo aver visto quelle immagini in tv, l’altra sera, all’ora di cena. Il mercatino di Natale, a Berlino, la meta che con gioia la figlia Fabrizia aveva detto poche ore prima, al telefono, di voler raggiungere.«Oddio, fa che non sia lì, fa che sia in salvo da qualche altra parte». Le parole che come un rito si pronunciano in certe occasioni suonanoora come una beffa.
Fabrizia chiamava casa, in Italia, anche tre volte al giorno. Il suo silenzio, subito dopo l’attentato, è stato insopportabile.I genitori hanno immediatamentecercato di mettersi in contatto con la figlia. All’inizio il telefono squillava a vuoto, poi qualcuno (una voce tedesca)h a finalmente risposto dicendo che aveva trovato lo smartphone a terra sul luogo della tragedia.
Un vortice di paura e disperazione. «Ci siamo mossi con i nostri canali, ma da quanto mi dice mio figlio da Berlino, non dovrebbero esserci più dubbi. È lì con mia moglie in attesa del dna, aspettiamo conferme, ma non mi illudo», diceva ieri pomeriggio tra le lacrime Gaetano. La mamma di Fabrizia, Giovanna,e il fratello, Gerardo, sono partiti subito per la capitale tedesca.
Il padre li ha raggiunti ieri pomeriggio dopo aver trascorso la notte e la mattina dopo al telefono per cercare, chissà dove, una pur minima traccia della figlia. Lo hanno aiutato parenti, amici, i colleghi delle Poste che lo hanno raggiunto a casa dall’ufficio centrale di piazza della Brigata Maiella. Una famiglia riservata, i Di Lorenzo, che vive con dignità questo tragico momento

Leggi anche: Fabrizia Di Lorenzo, l’italiana dispersa nell’attentato a Berlino