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Fabrizio Corona condannato a un anno

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Fabrizio Corona condannato a un anno di carcere dal Tribunale di Milano nel processo con al centro circa 2,6 milioni di euro in contanti trovati in parte in un controsoffitto e in parte in cassette di sicurezza in Austria. L’ex agente fotografico era stato nuovamente arrestato lo scorso 10 ottobre mentre era in affidamento in prova ai servizi sociali per scontare condanne già definitive. Il collegio, presieduto da Guido Salvini, ha anche condannato a tre mesi a collaboratrice di Corona, Francesca Persi.
Ha esultato in aula battendo i pugni sul tavolo e dicendo ‘sì, giustizia è fatta’, Fabrizio Corona alla lettura della sentenza con cui è stato condannato a un anno a Milano. Sono cadute infatti due imputazioni, l’intestazione fittizia dei beni in relazione ai soldi in contanti, e la violazione delle norme patrimoniali sulle misure di prevenzione. L’ex agente fotografico è stato condannato solo per il reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.
Corona resta in carcere perche’ il Tribunale di sorveglianza ha revocato il suo affidamento, ma, essendo venuto meno il mandato di cattura, le cose cambiano di molto. Fabrizio riprendera’, quindi, il suo percorso”. Cosi’ l’avvocato Ivano Chiesa spiega lo scenario che si apre davanti al suo assistito dopo che il tribunale di Milano lo ha condannato ad un anno assolvendolo dai reati piu’ gravi. “Sono felice, felicissimo – ha aggiunto il legale – continuo a ridere e sono anche un po’ distrutto, perche’ Fabrizio, subito dopo la lettura della sentenza, mi ha riempito di botte. Avevo detto che il giudice Salvini era un fuoriclasse e cosi’ e’ stato. Gia’ sei mesi fa, ha aggiunto rivolto ai cronisti, aveva detto che non esisteva il reato di intestazione fittizia e che Fabrizio non c’entra niente con la mafia e nemmeno con la criminalita’ organizzata”
Secondo Alberto Dandolo Corona invece potrebbe essere presto libero:

In quel del tribunale di Milano gira voce che Fabrizio Corona, 43 (a destra), tra pochi giorni uscirà di prigione e tornerà nella comunità di Don Mazzi, dove intraprenderà un nuovo percorso riabilitativo. Riuscirà l’agente fotografico a mettere la testa a posto e a non infrangere più la legge? Si dice che voglia cambiare vita e che una volta uscito chiederà alla sua fidanzata Silvia Provvedi di sposarlo. Solo parole? Ah saperlo…

 
I giudici della prima sezione penale del Tribunale di Milano presieduti da Guido Salvini si erano ritirati poco prima delle 13.00in camera di consiglio per decidere la sentenza al termine del processo a carico di Fabrizio Corona accusato di intestazione fittizia di beni, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte e violazione delle norme patrimoniali per quel tesoretto da 2,6 mld di euro trovati in un controsoffitto e in depositi austriaci. Imputata a processo è anche l’assistente storica di Corona, Francesca Persi. L’accusa ha chiesto per l’ex re dei paparazzi una condanna a 5 anni e per la Persi a 2 anni e quattro mesi.
FABRIZIO CORONA CONDANNATO: LE LACRIME DI SILVIA PROVVEDI – Silvia Provvedi, cantante del duo musicale ‘Le Donatelle’, scoppia a piangere ascoltando le dichiarazioni spontanee di Fabrizio Corona prima della sentenza attesa dalle 14 e 30 di oggi. “Fuori sono rimaste mia madre, che si sta occupando di mio figlio e ormai sta diventando vecchia – ha detto l’ex agente dei vip prima che i giudici si ritirassero in camera di consiglio per decidere l’epilogo del processo in cui e’ imputato – e la mia fidanzata che e’ molto giovane ma e’ unica e speciale, e quello che ha fatto per me non l’avrebbe fatto nessuna donna”.
Corona e’ imputato per quei 2,6 milioni di euro che avrebbe sottratto al Fisco nascondendoli tra il controsoffitto della collaboratrice e coimputata Francesca Persi e le cassette di sicurezza in Austria. Ha voluto scrivere e consegnare al presidente del collegio Guido Salvini una lettera in cui li ha ringraziati “per avere sopportato le mie intemperanze e avere prestato attenzione a ogni minimo particolare e avermi dato la possibilita’ di difendermi”. Infine, un appello citando anche un brano di Platone: “Datemi quello che e’ giusto, non ci sono prove oggettive” e una promessa: “Qualsiasi decisione prenderete, non dira’ una parola”
“Sono stanco e ho paura – ha proseguito Corona – ma non per me, per mio figlio di 14 anni che ieri e’ venuto in carcere e mi ha detto ‘Papa’ non puo’ esistere una societa’ basata sul libero arbitrio. Questo processo e’ stato molto rumore per nulla e si poteva evitare'”. E ancora, entrando nel merito delle accuse: “C’era un solo modo per verificare se avrei pagato i soldi al Fisco. Bastava aspettare la scadenza fiscale e vedere se pagavo oppure se davo i soldi a Sculli (ndr, Giusepper Sculli, l’ex calciatore con cui aveva rapporti tesi per dei prestiti di denaro). In due mesi di pedinamenti non hanno scoperto nulla: casa, ufficio, palestra, facevo tutto secondo le regole”.
Per Corona questa indagine e’ stata una “messinscena dell’assurdo” perche’ e’ nata dalla sua denuncia relativa alla bomba carta esplosa davanti a casa e poi l’ha portato in carcere per l’ennesima volta nell’autunno scorso. Pesanti le ironie sull’operato degli inquirenti: “Hanno detto che i soldi provenivano da ambienti mafiosi. Mai avrei immaginato nella mia vita di essere indagato dalla Direzione Distrettuale Antimafia, le indagini sono state basate sulle pericolose relazioni di un pentito, Geraldine Dau’ (ndr, sua ex collaboratrice). La polizia che ha fatto le indagini in aula si e’ avvalsa della facolta’ di non rispondere”
 

Fabrizio Corona condannato: lo show in tribunale