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La famiglia Anania: 16 figli, neocatecumenali e ospiti a Sanremo 2015

La prima ospitata di Sanremo 2015 è per la famiglia Anania, che viene da Catanzaro e la coppia ha avuto 16 figli. Cattolici praticanti, dicono che i sedici figli sono opera dello spirito santo. Aurelio e Rita Anania si sono sposati nel 1993. Alle spalle, una fede rocciosa vissuta nel movimento dei Neocatecumenali. A chi gli chiede come fanno, Aurelio risponde: «Volete sapere quanto guadagno? 2.200 euro al mese, inclusi gli assegni familiari». Su come arrivare alla fine del mese è chiaro: «C’è sempre l’aiuto della Provvidenza, sicuro, puntuale e ben tangibile. Si può scoprire, per esempio, in un arretrato imprevisto. In un sostegno che arriva da qualche parte. Sono autentici piccoli miracoli, basta saperli capire. L’uomo può anche offendere, se regala qualcosa a qualcuno. Dio non lo fa mai. E non ti costringe nemmeno a chiedere, perché si muove in anticipo sapendo delle tue necessità».
Con la famiglia Anania, ben sedici figli, la spiritualità fa ufficialmente il suo ingresso sul palco dell’Ariston al festival di Sanremo. “Siamo normalissimi, ci fa straordinari la presenza di Cristo nelle nostre vite”, dice Aurelio, che con la moglie Rita tira su la famiglia “con la collaborazione dei figli più grandi. Il Signore provvede”. Aurelio Anania, 46 anni, è impiegato come coadiutore (quello che un tempo si chiamava bidello) all’Accademia di belle arti di Catanzaro. Si sono sposati l’8 dicembre ’93 dopo otto anni di fidanzamento e tenendo fede, ci tengono a raccontarlo, al voto di castità prematrimoniale.
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Un inno alla provvidenza – sarà l’effetto papa Francesco? – in un festival che il conduttore Carlo Conti ha inserito anche nel solco della tradizione francescana di “semplicità e amore”. Un trend che sembra accomunare già anche molti artisti in gara, da Nek (che salirà sul palco con un rosario in tasca) a Nesli (“Il bene genera il bene”), da Anna Tatangelo (che si è tatuata sul polso una croce con San Pio) a Gianluca Grignani che in un’intervista al Secolo XIX ha spiegato che la sua canzone Sogni infranti è sul pontefice e sul suo messaggio. Tornando agli Anania, raccontano le cronache che in casa ogni giorno c’è bisogno di circa tre chili e mezzo di pane e quattro litri di latte. La casa dove abitano, in via Fleres a Catanzaro, è ampia 110 metri quadrati, in una stanza i sette maschi, in altre due le femmine. La giornata tipo? Per mamma e papà la sveglia suona alle 6.15, dopo la colazione i grandi vanno a scuola in autobus, i piccoli accompagnati da papà con il pulmino da nove posti parcheggiato in cortile. Una famiglia straordinaria, certo, eppure normale. E a tutti tornano in mente i Simpson: