Cronaca

Fausto Filippone: la trappola per la moglie e quella strana frase “deve farsi perdonare”

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Perché Fausto Filippone ha ucciso la figlia Ludovica (leggi qui)? Perché si è suicidato (leggi qui)? Alcuni particolari emersi tramite le testimonianze sembrano avvalorare la tesi secondo cui l’uomo avesse pianificato lo sterminio della sua famiglia, a partire dalla moglie Marina Angrilli

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Fausto Filippone: la trappola per la moglie e quella strana frase “deve farsi perdonare”

Non andavano bene le cose tra Fausto Filippone e Marina Angrilli, secondo quanto spiega la mamma di una compagna di classe di Ludovica (leggi qui). E una frase che l’uomo avrebbe proncuniato prima di suicidarsi sembra confermarlo. La Stampa racconta:

Devo chiedere perdono a mia moglie, ma anche lei ha molte cose di cui farsi perdonare. Fino a quindici mesi fa la mia era una vita felice». Nonostante l’apparenza di un matrimonio sereno, dietro il duplice omicidio e il suicidio di Fausto Filippone, 49 anni, manager della Brioni si nascondono gelosie e un rapporto sempre più sfilacciato. Perché mai la moglie Marina Angrilli, 52 anni, professoressa liceale, dovesse chiedergli perdono e che cosa sia accaduto quindici mesi fa è un segreto che il manager dai modi ineffabili ma depresso (aveva rifiutato di curarsi) si è portato dietro domenica alle 20 in quel volo dal viadotto dove quasi 7 ore prima aveva lanciato la figlia di 10 anni. E di cui forse c’è traccia nel biglietto con gli appunti delle sue confidenze al poliziotto che cercava di salvarlo

Secondo il Messaggero Fausto Filippone avrebbe ideato un piano per portare Marina Angrilli sul luogo in cui poi l’avrebbe probabilmente spinta:

Fausto Filippone, il manager 49enne pescarese della Brioni, avrebbe teso un tranello alla moglie Marina Angrilli, prof di 52 anni. L’ha convinta ad uscire dalla loro casa di Pescare, nella villetta di via di Punta Penna, dove vivono tutti i familiari di lei, con una scusa: “Andiamo a comprare la lavatrice al centro commerciale”. Ma nella testa dell’uomo c’era un altro disegno, che poi si completerà nelle otto ore di quel dramma famigliare che ha visto prima la morte della moglie nella casa di piazza Roccaraso 18 a Chieti scalo, e poi, a distanza di un’ora, quella della figlioletta Ludovica, di undici anni, portata per mano su quel cavalcavia dell’A14 a Francavilla dove poi l’ha lanciata di sotto dandole prima un ultimo bacio, ingannata anche lei con quella frase “ti faccio una sorpresa”.

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Insomma Filippone avrebbe pianificato di sterminare la sua famiglia per poi suicidarsi. Anche il suo comportamento dopo la caduta della moglie è stato anomalo, come racconta il Corriere tramite la testimonianza del cognato, mentre un testimone spiega come è morta Marina Angrilli:

«Intorno a mezzogiorno ho sentito un urlo straziante e poi un tonfo», racconta Giuliano Salvio, un medico che abita nella stessa palazzina e quando ha visto la donna a
terra ha tentato di soccorrerla: «Non c’era nessuno intorno a lei, solo dopo qualche minuto è arrivato quell’uomo, era molto nervoso, farfugliava, si teneva le mani tra i capelli e ripeteva: che sciagura, è caduta dal secondo piano, lei è mia moglie. Però restava sempre a qualche metro di distanza, malgrado lei perdesse molto sangue. Poi, mentre aspettavamo l’ambulanza, è venuto
da me col cellulare in mano e mi ha detto: “Ti lascio questo numero, io devo andare a prendere mia figlia”.

Un po’ insolito, per un marito a cui è appena caduta di sotto la moglie ». Ma le stranezze non sono finite. «Fausto Filippone — racconta Francesco Angrilli — quaranta minuti più tardi ha chiamato la casa di nostra madre, nonna Anna. Con lei era rimasta la piccola Ludovica. Lui ha detto: Anna sto arrivando, fammi venire incontro mia figlia, l’aspetto all’incrocio, davanti alla pasticceria… Che fretta aveva?»

Dopo Marina era il turno di Ludovica.