Cronaca

Romano Fenati, l’addio alle corse e il ritorno al ferramenta

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Ieri Romano Fenati ha chiesto scusa a tutti per quella mano sul freno del rivale Manzi a 200 all’ora a Misano. Oggi in un’intervista a Repubblica annuncia l’addio alle corse.

Le scuse di Romano Fenati

“Nella mia carriera, sono sempre stato un pilota corretto. L’anno scorso sono stato uno dei pochissimi a non ricevere alcuna penalizzazione, non ho mai messo a repentaglio la vita di qualcun altro, anzi, ho sempre sostenuto che ci sono piloti pericolosi, in pista, per stile di guida”. Romano Fenati spiega così il suo stato d’animo, chiedendo scusa per il gesto di Misano. “È vero, purtroppo ho un carattere impulsivo – prosegue -, ma la mia intenzione non era certo quella di fare del male ad un pilota come me ma volevo fargli capire che quello che stava facendo era pericoloso e che anch’io avrei potuto fargli delle scorrettezze così come lui le aveva appena fatte a me. Non voglio giustificarmi so bene che il mio gesto non è giustificabile, voglio solo scusarmi con tutti. Ora avrò tempo per riflettere e schiarirmi le idee”. “Voglio scusarmi con tutti quelli che credevano in me e tutti quelli che si sono sentiti feriti dalla mia azione – conclude Fenati -. Un uomo avrebbe finito la corsa e poi sarebbe andato in Direzione Gara per cercare di ottenere giustizia per i precedenti episodi. Non avrei dovuto reagire alle provocazioni.

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E in un’intervista a Repubblica annuncia l’addio alle corse e il ritorno al lavoro nel negozio di ferramenta del nonno:

Tutti l’hanno condannata. E poi, le minacce di morte.
«Comprendo l’astio nei miei confronti perché ho sbagliato e ho dato un’immagine orribile del nostro sport: ma sono stato tradito dall’istinto, vi sembra normale tutta questa ondata di odio? A me, no. Quest’anno avevo chiesto a Stefano Bedon, che mi è sempre stato vicino, di includere nel contratto una clausola di rescissione a patto di non andare in nessuna altra squadra. Penso sia arrivato il momento: è finita, addio».

Ma come: a 22 anni. Tutti le pronosticavano un futuro radioso in MotoGp, Valentino era quello che più credeva in lei.
«Per un po’ lavorerò nei negozi di ferramenta del nonno, con lui e la mamma. Del resto, lo facevo già. E poi, ho un progetto ad Ascoli: ma preferisco non parlarne».

Non le mancheranno, le corse?
«Io sono sempre sceso in pista per vincere. Per essere Romano Fenati. Ma mi rendo conto che a nessuno importa di me, di quello che sto soffrendo. E allora, meglio dire addio. Per sempre».