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Garlasco: le 41 foto scomparse di Alberto Stasi e Chiara Poggi

alberto stasi garlasco

Un mistero fatto di 41 fotografie che ritraggono Alberto Stasi e Chiara Poggi. A quanto pare scomparse dal fascicolo del pubblico ministero, come denuncia il sostituto procuratore generale
Laura Barbaini.

Nell’udienza di ieri ha sollevato il caso, senza però formulare ipotesi. Le foto sono andate perse, scivolate fuori dalle migliaia di pagine dei faldoni del processo? Oppure non è un caso se non si trovano più? Di   certo si tratta di una documentazione corposa, un tassello importante sulla vita di Chiara e Alberto insieme. Un rapporto ricostruito minuziosamente dalle migliaia di foto custodite dal ragazzo nel suo pc: le vacanze, le serate con gli amici, il viaggio in Inghilterra.Sono le ultime istantanee della vita di Chiara. Lei felice,che abbraccia Alberto, che passeggia per Londra, ignara del fatto che il giovane scattava una fotografia a lei con la sua SonyDSC-W1 e, un attimo dopo, un’altra ai piedi di una sconosciuta con il cellulare. Nel computer di Stasi infatti c’era la cartella denominata«fotocell», che custodiva immagini di scarpe femminili e di indumenti intimi indossati da ragazze di cui non è visibile il resto del corpo.

GARLASCO: LA FOTO SCOMPARSA CHE COMPROMETTE ALBERTO STASI –  Ma c’è un’altra foto, compromettente per Alberto Stasi, sparita dagli atti e poi recuperata dall’accusa proprio nel processo d’Appello bis, scrive oggi Il Messaggero:

E’ quella dei graffi che il giovane aveva sugli avambracci quando si presentò alla caserma  di Garlasco per dare l’allarme dopo aver scoperto il cadavere di  Chiara: lui li liquidò come segni provocati dal suo cane, ma chi li notò pensò subito a una colluttazione.Tra questi anche il carabiniere chiamato ieri a testimoniare dal pg Barbaini. «Indica i  graffi al maresciallo Francesco Marchetto,ma lui tagliò corto dicendo che non era un elemento rilevante», ha affermato. L’ex capo della caserma di Garlasco, tra l’altro, sarà processato per falsa testimonianza: avrebbe provveduto«in assoluta autonomia» a dettare un’annotazione di servizio in cui attestava la non conformità tra la bicicletta appoggiata al muro di casa Poggi all’ora del delitto e quella nera da donna della famiglia Stasi. Di cui ci sarebbeun doppione.