Cronaca

Giulia De Lellis: “Sono rimasta sconvolta due anni fa, non leggo più i commenti”

giulia de lellis

Giulia De Lellis è stata ospite a Vanity Fair Stories Festival, omonima manifestazione della rivista nella quale sono intervenute una serie di celebrities. Come regina dei social la De Lellis ha raccontato sul palco come funziona la sua vita e i vari aspetti del successo che ha avuto. Vediamo qualche dettaglio in più sull’intervista Giulia De Lellis.

Giulia De Lellis: “Il mio successo è una sorpresa anche per me”

Il successo di Giulia De Lellis è un dato di fatto: quattro milioni di follower su Instagram, un libro che ha venduto 120mila copie e un’ascesa che sembra non arrestarsi. Ha partecipato alla web series Una Vita in Bianco, è stata ospite al Maurizio Costanzo Show e il suo libro dovrebbe anche diventare un film. La De Lellis ha parlato di tutto questo ospite al Vanity Fair Stories Festival. Alla domanda su come viva questo successo inarrestabile la giovane ha risposto che non se lo aspettava, come riporta Isa e Chia:

Il mio successo è stata una sorpresa anche per me, posso dire che faccio quello che faccio perché mi piace, non perché mi pagano. Le persone non sono stupide, credo che con me non si sentano prese in giro, capiscono l’autenticità

E sulle critiche? Giulia De Lellis ne ha ricevute molte, poco ma sicuro, però il suo atteggiamento in merito alla questione è molto sereno attualmente. Cosa ne pensa? O la si ama o la si odia e dei commenti sotto i post poco le importa, considerato cosa è successo una volta leggendoli.

Non leggo i commenti sotto i post. Né buoni, né cattivi. Una volta solo l’ho fatto ma lessi delle cose talmente cattive che ho deciso di non farlo più. Ma soprattutto non mi toccano più. Non si può piacere a tutti. Ma non è una tragedia

Giulia De Lellis non legge quello che follower e haters le scrivono sotto i post e, a quanto pare, si cura molto poco di quello che la gente dice. Ha anche approfondito le questioni riguardanti il suo libro e come sia nata l’idea, considerato che non voleva scrivere di questa sua storia. A chi va il merito di averla spinta a farlo? A una persona speciale.

Non volevo scrivere il libro, l’esperienza non era stata proprio di quelle da ricordare. Poi una persona speciale, direi la prima che ha creduto in me, mi ha detto ‘scrivilo può aiutarti tanto questo morto non te lo sei mai pianto, e se non lo fai per te, puoi aiutare qualcun altro’. E con quel ‘fallo per gli altri’, la mia vena da crocerossina è partita. E ora sono contenta perché era vero: è servito a me. Per ripartire!