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Gossip in ufficio: come sopravvivere ai pettegolezzi e vivere felici

gossip ufficio

Non tutte le conversazioni in ufficio si svolgono intorno al tavolo delle riunioni, anzi: le più succose hanno luogo davanti  alla macchinetta del caffè, durante la pausa sigaretta o al bar all’ora di pranzo. Senonché, sono succose solo se non riguardano noi; essere sulla bocca di tutti può essere sgradevole, ma in genere non rovina la carriera. C’è persino chi sul pettegolezzo (infondato) di essere la cocca del capufficio per meriti “piccanti” ha costruito una credibilità che prima non aveva. Ma andiamo con ordine. Non importa quale sia il settore o la cultura dei dipendenti di una struttura, il gossip è ineliminabile dalla comunicazione aziendale, o meglio, dalla stessa comunicazione umana. Noi umani siamo gli unici  animali che sparlano, e modestamente in questo campo possiamo raggiungere livelli eccelsi.
PETTEGOLEZZO O MOBBING? – Perché il pettegolezzo non sconfini nel mobbing, però, è necessario mantenerlo a un livello “fisiologico”, evitando gli eccessi. “La gente parla dei colleghi di lavoro, e le voci girano – confida a Fox Business  Nicole Williams, connection director di LinkedIn; – detto questo, è bene riuscire a controllare in modo strategico il flusso di informazioni che ci riguardano”. Innanzitutto bisogna analizzare in che modo si parla di noi. Sentir dire in giro che non amiamo l’acqua e sapone è drammatico, ma per qualcuno potrebbe costituire una illuminazione in grado di modificare in modo sostanziale la propria immagine pubblica, e in questo caso occorre fare tesoro della “voce di corridoio”. Stessa cosa se di noi dicono che lavoriamo poco e male, che scarichiamo sui colleghi il carico delle corvée più pesanti, che non siamo disponibili con i compagni di lavoro: è l’occasione per un serio esame di coscienza. Ma se il gossip scivola sul pesante, e soprattutto se è del tutto infondato, bisogna correre ai ripari.

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È quello che sembra?

GOSSIP IN UFFICIO: CHE FARE? – Regola numero uno: mettere al bando l’emotività. Nessuna scenata in pubblico, per favore: prima di affrontare la persona che mette in giro voci infondate su di te, informati bene su di lui e su quello che dice. Cosa lo spinge ad avercela con te? E’ una persona di cui hai rifiutato l’amicizia, o alla quale hai fatto lo sgambetto sul lavoro, o che ti ha dimostrato interesse sentimentale e che tu hai respinto? Studiare il nemico è essenziale in ogni battaglia. Regola numero due: non essere aggressiva. “La conversazione va sempre mantenuta nell’ambito di uno scambio civile – raccomandaAngela Romano Kuo, vice presidente delle risorse umane dell’ufficio di collocamento on line TheLadders. – Fai attenzione a esprimere quello che pensi e provi tu, evita di accusare e aggredire verbalmente l’altra persona”. E stai sicura che una volta disarmato con le buone, il maldicente aziendale dedicherà le sue sgradite attenzioni a qualche  altro “anello debole”.
C’È GOSSIP E GOSSIP – Perché va  tenuto presente che il bersaglio del pettegolezzo un po’ “se la tira”, dato che è spesso una persona che soffre di scarsa autostima: i maschi e le femmine alfa dei gruppi, in generale, sono al di sopra delle voci di corridoio, e possono bellamente ignorarle (beati loro). Off limits: quello di cui è vietato sparlare. C’è un’etichetta anche nel gossip: badate bene a non scadere nella diffamazione, che è un reato. Non diffondete informazioni riservate relative a drammi e sofferenze della vita privata, non dileggiate mai qualcuno per la propria religione, per il livello di reddito, per le abitudini sessuali. E andateci coi piedi di piombo, quando si parla dei grandi capi: chi vi assicura che il collega che attizza le conversazioni tabù non sia proprio quello che gli va a raccontare che a mettere voci in giro siete stati proprio voi? E’ il capo quello che promuove, non lo dimenticate mai.
NON FARTI NEMICI – Imparate a diffondere notizie positive sulle persone che vi circondano, invece: rallegratevi pubblicamente di un fidanzamento o di una promozione, vi farete così la fama di brava collega sulla quale si può sempre contare. L’obiettivo delle relazioni di lavoro è stringere alleanze, non farsi dei nemici. Il clima di un ufficio può essere invivibile o gradevole, a seconda dei rapporti che si instaurano tra chi lavora insieme ogni santo giorno, (quasi) tutti i giorni dell’anno. E infine, può accadere che di voi si dica che siete raccomandate da un personaggio potente o che godete di un trattamento speciale perché il direttore ha un debole per voi (succede spesso a chi è carina). Non è vero? Tanto di guadagnato, godetevi la fama e continuate a essere comunque inappuntabili.