Cronaca

Jonathan T, il maestro che chiedeva alla bambine di mettergli le mani nei pantaloni

jonathan t maestro abusi scuola materna

Jonathan T. abusava delle alunne di una scuola materna di Roma dove insegnava inglese (leggi qui). Un asilo utilizzato dai dipendenti di Bankitalia, che è subito intervenuta per chiedere la sospensione del maestro. Secondo l’accusa, l’insegnante, 25 anni, avrebbe molestato le bimbe nelle stesse aule dell’istituto privato durante le ore di lezione. Il 25enne è stato arrestato dai carabinieri in seguito alle denunce di alcuni genitori, insospettiti dai racconti delle bimbe, tutte tra i 3 e i 5 anni.
Ad incastrare l’uomo sono state le registrazioni delle telecamere installate dai carabinieri all’interno della scuola. I video mostrerebbero chiaramente le molestie del maestro. Sono stati i racconti fatti ai genitori, e le successive denunce, a far scattare le indagini del Nucleo Investigativo dell’Arma, che la scorsa settimana ha notificato al maestro l’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip di Roma Clementina Forleo, su richiesta dei sostituti procuratori Francesca Passaniti ed Eleonora Fini, coordinati dal procuratore aggiunto Maria Monteleone.
I carabinieri di via in Selci hanno portato l’arrestato nel carcere di Regina Coeli, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Secondo quanto si è appreso il maestro è già stato ascoltato dal gip nell’interrogatorio di garanzia. Da parte sua Bankitalia, in una nota, ha spiegato di aver “immediatamente invitato l’Opera Nazionale Montessori, che in base al contratto di appalto assume tutte le responsabilità inerenti alla gestione delle strutture e del personale addetto, a sospendere dall’insegnamento la persona in questione e a impedirne l’accesso nei locali della scuola”

Jonathan T, il maestro che chiedeva alla bambine di mettergli le mani nei pantaloni

Sul Messaggero sono riportate le testimonianze di alcune mamme che raccontano quello che le loro bambine spiegavano quando tornavano a casa:

«A mia figlia chiedeva di mettergli le mani nelle tasche dei pantaloni, le diceva che era un bel gioco. Ancora devo riprendermi, sono sconvolta, non potevo immaginare tanto orrore». Ha gli occhi gonfi per le lacrime, si sistema gli occhiali sul volto, poi tiene ben ferme le mani sul volante dell’auto. Guarda dritto, fissa l’ingresso del plesso di Bankitalia addossato su un pezzo dell’acquedotto romano del Mandrione, periferia Est, con il vialetto che percorrerà in auto per andare a prendere la bambina a scuola. Tira il fiato, poi un lungo respiro. La mamma racconta: «I bambini hanno capito che è successo qualcosa che non va – dice – alcuni sono sotto choc, per altri, come spero per mia figlia, tutto rimarrà come un gioco. Ora voglio solo che dal carcere quello schifoso non esca più

Jonathan T. è stato “incastrato” tramite i video registrati a sua insaputa:

Pochi giorni di osservazione sono bastati per inchiodare il presunto pedofilo e scoprire che le piccole vittime erano almeno una dozzina. L’ordinanza di custodia cautelare, del gip Clementina Forleo, riassume lo sfogo delle bambine a casa: «Il maestro di inglese ci fa fare un gioco strano» e la conferma a quella descrizione che includeva baci intimi e pantaloni abbassati, arrivata dalle telecamere nascoste. Immagini esplicite che confermano un quadro investigativo «granitico», si legge nel documento. Lo stesso insegnante, il venticinquenne Jonathan T., nel corso dell’interrogatorio di garanzia di venerdì scorso, non ha saputo giustificare l’accaduto. È arrivato all’interrogatorio di garanzia provando a rispondere, ma quando gli sono contestati i video è ammutolito.