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Khadia El Faktani: la donna che uccide i figli nel sonno e si impicca

Khadia El Faktani carlo felice

Si chiamava Khadia El Faktani, la donna che ieri è stata trovata in un lago di sangue nella vasca della sua casa. Abitava a Roma, in un palazzo di viale Carlo Felice,davanti alla basilica di San Giovanni. Si era impiccata con una cintura legata alla doccia che non ha retto il suo peso facendo cadere il corpo nella vasca. Khadia si è uccisa dopo aver massacrato i suoi bambini con una mannaia, dopo una lite con il marito.
KHADIA EL FAKTANI: COSA È SUCCESSO – Cosa è successo quella sera? Khadia El Faktani, come spiegato sul Corriere era:

«Una donna minuta, sorridente,con i capelli ricci», la ricordano i genitori dei compagni di scuola dei suoi bambini — la «Federico Di Donato», nel cuore dell’Esquilino —, che però sottolineano anche come «fosse cambiata dopo un viaggio in Marocco di un anno fa. Era diventata taciturna e aveva ricominciato a coprirsi il volto con il velo»

 
La donna aveva litigato con il marito anche quella sera, come racconta lui stesso:

«Litigavamo,lo abbiamo fatto anche domenica notte — conferma Idris —, all’improvviso Khadia ha preso un coltello e mi ha colpito al fegato. Ho cominciato a perdere sangue,sempre di più. Mi sono spaventato e sono andato a piedi al San Giovanni. Con i medici e i poliziotti ho inventato la storia della rapina sotto casa. L’ho fatto per proteggere mia moglie»

KHADIA EL FAKTANI: IL MASSACRO DOPO LA LITE – Ma i bambini che sono rimasti con Khadia non sono stati protetti, la donna marocchina, 42 anni, dopo aver ferito il marito Idris Jeddou ha infierito contro i figli che dormivano nelle loro stanze:

ha massacrato due dei loro tre figli — Moussef e Rhim, un bimbo e una bimba di 9 e 4 anni — mentre la terza, Hiba, di 5, lotta contro la morte.

I poliziotti che sono arrivati nell’abitazione poco dopo le 14 hanno definito quello che hanno visto «un mattatoio»:

Per la Omicidi, guidata da Andrea Di Giannantonio, la marocchina ha afferrato una mannaia e ha colpito i bambini nel sonno. Le piccole in una stanza, il maschietto in un’altra. Hiba (poi operata al San Giovanni dal professor Angelo Camaioni, lo stesso chirurgo di Giovanni Paolo II) è sopravvissuta per sette ore prima di essere trovata da un amico del papà che Idris ha contattato quando si è risvegliato dall’anestesia perché la moglie non rispondeva al telefonino. Ormai però era troppo tardi, il massacro era compiuto.

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