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La "confessione" di Mingo in tv

fabio e mingo indagati

Mingo De Pasquale non è un giornalista, ma è un attore. Lo confessa proprio lui durante un’intervista al tg regione per la promozione di un film, “Nomi e cognomi”, che lo vede tra i protagonisti. Al giornalista che gli chiede se la vicenda raccontata nel film, quella di un giornalista coraggioso in cerca della verità, non si intrecciasse curiosamente con il divorzio da Striscia la notizia, Mingo risponde secco: “faccio l’attore, punto. Per adesso mettiamo un punto ragazzi”.

Un altro colpo di scena dunque nel caso della sospensione da Striscia la notizia di Fabio e Mingo, che risultano indagati per simulazione di reato come spiega il Corriere del Mezzogiorno:

Fabio e Mingo, gli ex inviati del tg satirico di Canale 5 Striscia la notizia, sono stati iscritti nel registro degli indagati dalla pm della Procura di Bari Isabella Ginefra per simulazione di reato. Nel fascicolo sono confluite anche due denunce di Antonio Ricci, l’ideatore e autore del programma, e di Mediaset che, sentendosi parti lese, hanno chiesto agli inquirenti di indagare per truffa. Ci sarebbero anche altri indagati tra i quali l’attore che ha partecipato alla presunta messa in scena in un servizio risalente al 2013 e tutti coloro che hanno partecipato al confezionamento dello stesso. Non sono, invece, coinvolti nell’indagine, che comunque continua, gli autori del programma. Fabio e Mingo potrebbero essere interrogati nei prossimi giorni. Fabio e Mingo si sono affidati all’avvocato penalista Francesco Maria Colonna, i due si sono messi a disposizione dell’autorità giudiziaria e potrebbero essere interrogati nei prossimi giorni.

LA RISPOSTA DI FABIO E MINGO – “Siamo sconcertati dagli atteggiamenti ostili che stiamo riscontrando attraverso la stampa. Per ben diciannove anni abbiamo collaborato fedelmente dando il massimo della nostra professionalità nel rispetto di ogni indicazione ricevuta, anche se non sempre condivisa. Quando le autorità competenti riterranno utile ascoltarci risponderemo con lealtà e serenità. Siamo i primi a voler conoscere le fila di questa assurda vicenda nella quale ci si vuole coinvolgere”. Lo affermano in una dichiarazione Fabio e Mingo, i due ex inviati pugliesi di Striscia la Notizia, al centro dell’inchiesta della procura di Bari su un paio di servizi ‘artefatti’ per i quali si ipotizza il reato di truffa.
FABIO E MINGO E L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI BARI – “La nostra è una collaborazione attiva alle indagini della Procura di Bari”: una fonte dell’entourage di Antonio Ricci di Striscia la Notizia ha confermato che il tg satirico sta offrendo il massimo supporto all’inchiesta curata dal sostituto procuratore barese Isabella Ginefra sull’ipotesi di reato di truffa legata a due servizi trasmessi nel 2013. Agli atti nel fascicolo, infatti, c’è il filmato originale del controverso servizio riguardante il falso avvocato (girato nel marzo 2013) con il volto non oscurato, al fine di facilitarne l’identificazione da parte degli investigatori. La testimonianza del presunto legale contribuirà a comporre il mosaico della querelle che ha portato al licenziamento in diretta, con un intervento del Gabibbo, della redazione pugliese di Striscia, composta dagli ex inviati Fabio e Mingo.