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La triste fine della storia del ragazzino violentato con il compressore

VINCENZO COMPRESSORE

Il Fatto torna oggi con un articolo a firma di Vincenzo Iurillo sulla storia del bambino seviziato con la pompa ad aria compressa a Napoli. Secondo la madre la sevizia che gli ha distrutto l’intestino, ha lasciato lesioni anche nell’anima. Le più difficili da guarire e da cicatrizzare. Che per ora gli impediscono di andare a scuola e di frequentare gli amici delle partitelle di calcio. Troppo forte l’imbarazzo, il disagio di una situazione particolare. Racconta il quotidiano:

Il processo è stato aggiornato al 29 gennaio. I familiari del ragazzo e il Comune di Napoli hanno annunciato l’intenzione di costituirsi parte civile. La madre è molto provata: “Voglio giustizia per il mio bambino. Voglio giustizia subito, siamo costretti a vivere tra mille difficoltà”.  E’ lo sfogo di una mamma preoccupata per il futuro del figlio:“Era un bambino solare, sempre allegro. Ora evita di uscire di casa, ha paura di essere preso in giro, non riesce più a stare in compagnia degli amici.  Non se la sente di andare in bagno se non ha un familiare vicino. Ma io mica posso seguirlo a scuola. E lui ci va sempre meno spesso, i servizi sociali ci hanno contattato per sollecitarci a fargli riprendere la frequenza, ma lui non se la sente”. Lo zio, che li accompagna, annuisce: “Ci auguriamo che mio nipote, guarendo, ritrovi la serenità perduta,e che questo incubo finisca presto”. V. dovrà sottoporsi a un nuovo intervento per la ricostruzione del colon.

L’imputato, Vincenzo Iacolare, 24 anni, non era in aula. È accusato di violenza sessuale e tentato omicidio, è ancora detenuto e ha preferito rinunciare al diritto di essere presente.
IL RAGAZZINO VIOLENTATO: COME È ANDATA – Come racconta l’AGI, il ragazzino stava semplicemente osservando delle macchine in un autolavaggio quando è stato preso di mira da tre ventiquattrenni, di cui uno della zona. Dopo averlo deriso ripetutamente per il suo aspetto fisico e i suoi problemi di peso, i tre l’hanno afferrato, denudato e violentato con la pistola ad aria compressa per pulire le vetture. Uno dei tre, V. I., è già stato arrestato e ora è in stato di fermo per tentato omicidio. Gli altri due che sono quasi sempre rimasti a guardare sono stati denunciati.
IL RAGAZZINO VIOLENTATO: SECONDO LORO, ERA TROPPO GRASSO – Ansa Campania spiega che i carabinieri sono stati allertati dopo aver appreso di un ragazzino ricoverato in quelle condizioni all’ospedale San Paolo di Napoli. Dopo aver ascoltato attentamente i genitori, sono partite le indagini: risulta che i tre l’hanno aggredito perché, secondo loro, era troppo grasso. Queste sono le poche parole che è riuscito a pronunciare il ragazzino prima di essere sottoposto ad un intervento chirurgico al colon per le lesioni multiple che aveva riportato. Secondo le prime ricostruzioni, sembrerebbe che solo uno dei tre, già arrestato, abbia effettivamente partecipato alla violenza. Gli altri due, solamente complici, sono stati denunciati per concorso in tentato omicidio. Ansa Campania ci spiega:

Uno di loro ha abbassato i pantaloni del ragazzo, preso un tubo d’aria compressa e soffiato in maniera così forte da provocare lacerazioni gravissime all’intestino.