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La versione di Alberto Angela sul Colosseo e Beyoncè

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La versione di Alberto Angela sul Colosseo e Beyoncè

Per quei due o tre rimasti chiusi senza internet nell’ultimo mese un piccolo riepilogo della notizia:

Dopo aver conquistato il Louvre, girando Apeshit, la star statunitense e Jay-Z avrebbero fatto una richiesta al ministero dei Beni Culturali per utilizzare l’Anfiteatro Flavio per la realizzazione di un nuovo video tra il 7 e l’8 luglio. I Carters, nella Capitale per la tappa del loro On The Run-Il Tour, hanno però visto respinta la domanda

Ora Alberto Angela in un’intervista al Fatto Quotdiano dice la sua:

Per le sue riprese ha cacciato Beyoncé dal Colosseo?
Questa storia fa sorridere, ma è un po’ esagerata.

Ne hanno parlato all’estero.
Per Beyoncé, mica per me.

Resta il dato.
Mettiamola così: per una volta la cultura ha battuto il pop per 1-0.

anche il mibact qualche giorno fa ha fornito una spiegazione di come sono avvenuti i fatti:

“In considerazione della complessità del monumento e della visibilità internazionale, l’iter doveva prevedere la presentazione con congruo anticipo di un progetto dettagliato in linea con le politiche culturali del Parco”. Così, in una nota, il Parco Archeologico del Colosseo riepiloga il caso di Beyoncè, la cantante statunitense che aveva chiesto l’utilizzo del Colosseo per girare un videoclip. “Si precisa – si legge in una nota – che è pervenuta a questo ufficio il 26 giugno scorso da parte di una agenzia privata di tour operator la richiesta di apertura notturna del Colosseo per girare un video musicale nei giorni 7, 9, 10 luglio per conto di una società discografica di livello mondiale di cui non veniva precisato il nome. Nelle date indicate nella richiesta da parte dell’agenzia il monumento risultava utilizzato per riprese televisive da tempo programmate, oltre che interessato dalle attività di valorizzazione serali organizzate da questo Parco (Sangue e Arena; Luna al Colosseo). Alla agenzia, che solo successivamente, il 2 luglio, segnalava di aver agito per conto della casa discografica di Beyoncé, è stato comunicato che, in considerazione della complessità del monumento e della visibilità internazionale, l’iter doveva prevedere la presentazione con congruo anticipo di un progetto dettagliato in linea con le politiche culturali del Parco”. Nella nota, il Parco Archeologico spiega anche che “per la realizzazione di tali riprese, la prassi, oltre al canone concessorio (250.000 euro per il Colosseo), prevede necessariamente l’individuazione di una causa benefica a cui devolvere ulteriori fondi specifici, con modalità da concordare”