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Laura Roveri: il fidanzato la accoltella 15 volte e gli danno i domiciliari

laura roveri

Questa è la storia di Laura Roveri, una bella ragazza di Verona che purtroppo ha dovuto fare un’ esperienza terribile come racconta il Corriere della sera:

«Cinque mesi fa con quindici coltellate il mio fidanzato ha cercato di ammazzarmi con premeditazione e io ho rischiato la vita, da tre giorni è già a casa in pantofole con i suoi genitori e a me invece hanno dato la scorta per proteggermi da lui visto che abitiamo a soli 13 chilometri di distanza. Se questa è la nostra giustizia, allora in Italia la giustizia non esiste».

LAURA ROVERI: LA RAGAZZA ACCOLTELLATA DAL FIDANZATO – Laura Roveri si sfoga sul suo profilo Facebook: “ma povero, meno male che ora “ha la grande opportunità di riacquistare la fiducia della gente e rifarsi una vita”. Dopo un tentato omicidio volontario premeditato. Auguro a chi spende queste parole di avere a che fare, un domani, in prima persona con quello che ho passato io e i miei genitori. Se lui è un assassino, voi siete peggio”. E chi non riesce a mettersi nei suoi panni?
 
 

 Il grido di Laura roveri su Facebook

 
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 LAURA ROVERI E L’ITALIETTA – Laura pubblica altri sfoghi sul suo account: “Volete liberarvi della vostra ex? Nessun problema!! Oggi, grazie ai nostri pm 3 mesi di villeggiatura e sei a casa! Buongiorno Italietta”. La ragazza ha giustamente paura, chi non l’avrebbe quando il proprio aguzzino si riposa su un divano a pochi chilometri di distanza da dove si vive? La ragazza spiega ancora al Corriere:

«La verità è che io non sono e non potrò mai più essere la stessa persona di prima. Ho rischiatola vita due volte, quando mi ha accoltellato e quando, alcuni giorni dopo, hanno dovuto operarmi d’urgenza per un aneurisma. Ai giudici, però, evidentemente non è bastato per punirlo. E siccome mi sono salvata, a soli cinque mesi di distanza da quando ha cercato di uccidermi gli hanno già concesso i domiciliari nella casa dei suoi genitori.Questo è un insulto non solo a me ma a tutte le donne. Ci dicono di denunciare gli uomini violenti e si fanno le campagne contro il femminicidio. A cosa servono prevenzione e sensibilizzazione, se poi il trattamento giudiziario che spetta a un omicida mancato è un soggiorno a casa con mamma e papà?».

Laura ha bisogno di aiuto adesso, si merita di vivere serenamente, e certo dover girare con la scorta assomiglia ad una pena. Anche se lei è la vittima e non chi ha commesso il reato.
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