Apertura

Le chat a luci rosse del prete che organizzava orge su internet

prete don antonio calderaro sesso minori

Un terremoto nella curia di Taranto. Un uomo di 32 anni, A. B., di Rovigo, ex aiuto cuoco, ha denunciato dinanzi al Tribunale ecclesiastico regionale della Puglia gli incontri omosessuali di un parroco di Taranto. Il sacerdote ieri è stato sospeso dalla Curia, mentre la situazione è peggiorata:

Sul caso è arrivata una segnalazione ufficiale ai superiori da un prete che vive al Nord, il quale avrebbe rivelato di aver avuto rapporti sessuali con un sacerdote a capo di una parrocchia di Taranto. Il religioso ha raccolto documenti video, foto e conversazioni in chat. Un dossier pesante che mette in luce una presunta attività sessuale in canonica: dalle orge all’amore a pagamento allo scambio di foto intime ed anche lo scambio di indirizzi di preti gay con cui incontrarsi. Tutto documentato da screenshot delle chat su Facebook o Skype e con la registrazione in webcam di videoincontri sessuali.

Le chat del prete con il ragazzo pubblicate dal Corriere del Mezzogiorno


Nel frattempo la segnalazione dell’ex cuoco ha portato all’azione la curia di Taranto. Scrive Nazareno Dinoi sul Corriere del Mezzogiorno:

A comunicare la sospensione dall’incarico del parroco coinvolto è il portavoce dell’Arcidiocesi, don Emanuele Ferro. «Sebbene i giorni trascorsi siano stati particolarmente impegnativi e gli uffici di Curia chiusi per le festività pasquali – si legge in una nota -, ugualmente, proprio per amore al popolo santo di Dio, l’intervento è stato immediato. Ora – continua il comunicato – il parroco non si trova più nel capoluogo ionico e l’ordine religioso è stato interpellato ed esprimerà il nome di un nuovo parroco entro mercoledì prossimo». La Curia che definisce «moralmente riprovevole» la condotta del prete rimosso, fa sapere nel comunicato che «il sacerdote interessato non appartiene al clero di Taranto, bensì ad un ordine religioso». Il materiale inviato al Tribunale del clero dal trentaduenne di Rovigo, non ha lasciato dubbi circa le responsabilità del prelato. Fa sapere infatti il portavoce dell’Arcidiocesi jonica che «appena lo stesso arcivescovo insieme ad alcuni curiali, ha appurato l’attendibilità dei fatti, già dalla settimana scorsa il religioso non è più a Taranto». Allontanando sospetti di ulteriori coinvolgimenti di personale con la tonaca, la chiesa tarantina assicura che «nella documentazione acquisita dal tribunale ecclesiastico al momento non c’è traccia alcuna del coinvolgimento in diocesi di altri sacerdoti». Da Rovigo dove è giunta la notizia della rimozione, l’autore dello scandalo si dice «soddisfatto per la decisione del Vescovo». Ma aggiunge. «E’ il minimo che potevano fare, ma per tutto quello che ho dovuto subire – aggiunge- le mie ferite non sono guarite e non guariranno».