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Loris Stival: le fascette della mamma sarebbero compatibili con quella dello strangolamento

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Loris Stival è morto strangolato da una fascetta elettrice e l’Ansa pubblica l’ultima notizia sull’indagine:

Sarebbero compatibili con quella utilizzata per strangolare Loris le fascette di plastica che la mamma del bambino ha consegnato nel pomeriggio di lunedi’ scorso, assieme ad altro materiale scolastico che apparteneva al piccolo, alle sue due maestre. Per avere un riscontro definitivo occorreranno giorni. I primi accertamenti effettuati dalla Scientifica e dal medico legale farebbero ritenere le fascette di plastica compatibili con i segni trovati sul collo di Loris. Il responso pero’ non e’ ancora definitivo perche’ esami sono in corso per avere un esito certo e definitivo.
 

 

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I protagonisti della vicenda (foto da La Stampa)

LORIS STIVAL: LA STORIA DELLE FASCETTE – Intanto un altro mistero si profila all’orizzonte. Si sa che Loris Stival è stato strangolato con una fascetta elettrica. E ieri è stata raccontata una storia molto curiosa a proposito delle fascette:

Un mazzo di fascette consegnato alla maestra di suo figlio. «Ve le restituisco, sono quelle che servivano per le lezioni di scienze» ha detto Veronica all’insegnante. Ma a scuola i bambini non hanno mai lavorato con quelle strisce di plastica,né per le ore di scienze né per ricerche o compiti di altro genere. E la maestra, per quanto trovasse strano l’episodio, ha fatto finta di nulla, le ha prese e subito dopo le ha consegnate alla polizia.È stato il giorno in cui è andata a casa di Veronica per le condoglianze e certo salta agli occhi, adesso, quell’informazione accanto al dato aggiornato dell’autopsia secondo il quale Loris non è morto, come si è creduto in un primo momento,strangolato con una sola mano che sembrava aver lasciato segni sul suo collo. Gli accertamenti eseguiti ieri da un nuovo medico legale dicono invece che l’«arma» del delitto potrebbe essere una fascetta da elettricista. Uno di quel lacci plastificati che una volta stretti non si possono più riaprire se non tagliandoli. Se questa versione fosse quella reale si spiegherebbe il segno verticale sul collo (una sorta di graffio) che si ipotizza sia stato lasciato da un paio di forbici. Non a caso fra i tanti oggetti sequestrati a casa di Veronica c’è anche un paio di forbici sulle quali si faranno accertamenti per studiare la compatibilità con i segni sul collo e per rintracciare eventuali residui biologici.

 
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QUELLE FASCETTE NON LE ABBIAMO USATE A SCUOLA – La preside della scuola Falcone-Borsellino a Santa Croce Camerina ha in mattinata escluso che le fascette consegnate da Veronica Panarello alla maestra di Loris possano essere state usate a scuola come spiega l’Ansa:

“Secondo quanto mi hanno raccontato le maestre, la mamma di Loris quando sono andate a trovarla per farle le condoglianze ha consegnato loro delle fascette per farle vedere” perche’ avrebbero fatto parte di un lavoro non concluso a scuola. Lo afferma la preside della Falcone-Borsellino di Santa Croce Camerina, Giovanna Campo, su ricostruzioni di stampa, “escludendo che a scuola siano state chieste fascette: sono oggetti pericolosi” e “nessuno ne ha portate in aula, se non di nascosto”. Mentre parlavamo con la madre – ha ricordato l’insegnante – ci ha detto che c’erano queste fascette che a suo dire noi avevamo chiesto di comprare per fare esperimenti, era una confezione aperta. E’ stata la madre a sollecitare il padre dicendogli: ‘valle a prendere’. Lui le ha portate e noi ci siamo molto sorprese, meravigliate, non avevamo mai chiesto una cosa del genere, per questo abbiamo deciso di informare gli investigatori. E’ importante fare chiarezza – ha aggiunto Teresa Iacona – perche’ a scuola materiale pericoloso non e’ mai entrato”.