Apertura

Loris Stival: i segni di violenza rivelati dall'autopsia

loris stival veronica panarello

C’è anche la pista della pedofilia tra le ipotesi sulla morte del piccolo Andrea Loris Stival. Gli esami medico legali sin qui compiuti non riescono ancora a chiarire definitivamente la dinamica di quanto avvenuto sabato scorso. Intanto oggi è ripresa la scuola e davanti all’istituto di Santa Croce frequentato dal bimbo i genitori accompagnano i ragazzi per mano guardandoli fino al loro ingresso, tra dubbi e paura.
loris stival
 
LORIS STIVAL – La Procura di Ragusa conferma che tra le ipotesi al vaglio dell’inchiesta sulla morte di Loris Stival c’è anche quella della pedofilia. Anche se al momento non sarebbe una pista privilegiata. Ma fortemente attenzionata, come dicono spesso i poliziotti. Secondo fonti investigative, ci sono esami medico-legali che ancora non riescono a chiarire con certezza la dinamica dell’accaduto. “Abbiamo bisogno di approfondire alcune analisi – ha detto il procuratore Petralia – prima di poter dire con certezza cosa sia accaduto. Stamattina vedro’ il medico legale e gli investigatori per fare il punto sulla situazione”. Scrive il Messaggero:

Sino alle 9,10 Andrea era in paese,nei pressi della scuola che aveva marinato. A quell’ora lo ha visto un’amica di famiglia, che ne ha riferito alla polizia. La donna ha detto che il bambino non aveva lo zainetto blu con le cinghie gialle. Che fine ha fatto, lo zainetto? Andrea potrebbe averlo nascosto, con l’ intenzione di recuperarlo poco prima delle 12,30 quando la mamma Veronica, 25 anni, sarebbe tornata a riprenderlo al termine delle lezioni. Ma nascosto dove? Anche la scuola verrà passata a setaccio, nell’ ipotesi che Andrea lo abbia affidato ad un amico e complice nell’ impresa di marinare le lezioni.E proprio per sciogliere i tanti dubbi che insistono su questa indagine, gli investigatori hanno lanciato un appello al paese:chi sa qualcosa parli, mentrecontinuano a visionare i filmati delle 50 telecamere del paese.

Intanto si cerca l’orco:

Del resto il paese è inquieto,disegna l’incubo di un «mostro»,di un pedofilo assassino, ripassai più recenti casi di violenza sessuale,dalle tre giovani romane aggredite in luglio di notte (siscoprirà poi da un tunisino) nella tenda rizzata a Punta Braccetto, all’ anziano artigiano locale arrestato per violenza ad una bambina tunisina di 9 anni.Parla anche la famiglia di Andrea.Sua madre ha detto che il figliofrequentava ragazzi piùgrandi di lui. La sorella del nonnopaterno ha aggiunto che Andreaera un ragazzino sveglio,che non si sarebbe allontanatoin compagnia di uno sconosciuto.Rimettendo insieme i tantitasselli, allora, subito dopo le9,10 del mattino Andrea potrebbeavere accettato «un passaggio» -magari su un motorino – offertoglida un «ragazzo più grandedi lui», dal quale non ritenevadi avere nulla da temere. E per altroa suffragare l’ ipotesi che ormaiappare una necessità- di untrasbordo con automezzo giocaanche la constatazione che nessunoha notato un bambino di 8anni incamminato sulla provinciale,mentre una motoretta condue persone a bordo può transitareinosservata.