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Loris Stival e la pista misteriosa del quindicenne

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Un diciottenne vicino di casa di Andrea Loris Stival, il bambino ucciso sabato a Santa Croce Camerina (Ragusa), è stato interrogato fino a tarda sera dagli inquirenti, che hanno nuovamente sentito anche Orazio Fidone, il cacciatore che ha ritrovato il cadavere del piccolo. Entrambi sono stati ascoltati come persone informate sui fatti. L’inchiesta della Procura di Ragusa, che procede per sequestro di persona e omicidio, resta dunque senza indagati e si muove senza tralasciare alcuna pista anche se ci sono alcune ipotesi che vengono considerate più solide e alla cui verifica si sta lavorando. Si continua pure a cercare lo zainetto blu con cinghie gialle che Loris aveva con sé sabato mattina quando la mamma lo ha lasciato davanti alla scuola Falcone e Borsellino, dove non è mai entrato.
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LORIS STIVAL E GLI INCONTRI CON IL QUINDICENNE – E’ stata una lunga, ennesima, notte di interrogatori, deposizioni raccolte e sopralluoghi: Polizia e Carabinieri proseguono le indagini sull’uccisione di Loris Stival, il bambino di 8 anni di Santa Croce Camarina trovato morto dopo che non era andato a scuola. Ieri sono arrivati esperti biologi della polizia scientifica e dello Sco, che in serata hanno compiuto un sopralluogo, anche con il luminol, nella zona di Mulino Vecchio, nel canalone dove è stato rinvenuto il corpo. Intanto, scrive il Corriere della Sera, tra le possibili piste spunta quella di un quindicenne:

Il terzo identikit da comporre porta a una persona che per il bambino doveva essere«familiare», nel tentativo dimettere a fuoco la personalità di un soggetto che ha avuto occasioni di incontro con il piccolo perché conoscente, amico o parente di genitori, nonni, zii. Sono stati alcuni compagni di scuola di Loris a raccontare a maestre e genitori di averlo visto in qualche occasione insieme con un ragazzo più maturo.Testimonianze preziose, ma difficoltose nella ricostruzione effettuata ieri dagli inquirenti in qualche caso con l’aiuto degli stessi genitori e di una équipe di psicologi. Verbali complessi, deposizioni e prove suscettibili di tante contraddizioni. Un giovane che potrebbe anche essere un maggiorenne compare quindi nei racconti di chi sa che Loris, nonostante i suoi otto anni, altre volte non si era presentato in classe, senza suscitare l’apprensione o i controlli dei familiari. A un assassino in qualche modo vicino o noto ai parenti di Loris ha fatto pensare l’altra sera lo sfogo poi smentit odel padre, il camionista tornato in fretta dal Nord: «Questa volta l’ammazzo».

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