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L'uomo che si impicca in diretta su Skype

SKYPE

Sergey Kirilov, russo, si è suicidato in diretta su Skype. A soli ventisei anni il ragazzo aveva annunciato da tempo di voler togliersi la vita, invitando tutti a guardarlo mentre si impiccava. Ebbene, non solo nessuno ha tentato di fermarlo, ma è stato addirittura incitato. Come è possibile? Tutta la storia da Dailymail.
SUICIDIO SU SKYPE: COME È ANDATA – Perché mai un ragazzo così giovane dovrebbe togliersi la vita e addirittura annunciarlo su un Social Network? Anche se si stenta a comprenderlo, le ragioni potrebbero essere molteplici: depressione, solitudine, problemi finanziai. In ogni caso, Sergey Kirilov aveva deciso di farla finita invitando chiunque a guardarlo in diretta su Skype. E a quel punto non solo nessuno ha cercato di fermarlo o almeno ha segnalato il caso alle autorità competenti: come se si trattasse di una partita allo stadio, all’ora stabilita si sono collegati incitandolo a compiere l’estremo gesto il più in fretta possibile. «Se sei un vero uomo cosa aspetti, fallo subito» e «Se queste sono le tue intenzioni, vuol dire che ne hai bisogno» sono alcuni dei raccapriccianti incoraggiamenti che Sergey ha ricevuto. E così, sotto gli occhi di tutti, il ragazzo si è impiccato.
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SUICIDIO SU SKYPE: LE INDAGINI – Al momento la polizia di Mosca sta indagando per rintracciare quelli che sono a tutti gli effetti responsabili di omicidio colposo. Secondo alcune indiscrezioni, alcuni sarebbero già stati trovati. Il portavoce degli agenti, Leonti Zubarev, è ancora incredulo: come è possibile che la gente possa considerare un’impiccagione una forma di intrattenimento? Tra decine di spettatori, solo uno ha cercato di fermarlo.
SUICIDIO SU SKYPE: SEMPRE PIÚ SPESSO – Non è la prima volta che un giovane si toglie la vita grazie anche agli incoraggiamenti, diretti e indiretti, ricevuti sui social network. Molti ricorderanno la ragazzina di soli quattordici anni che, lo scorso inverno, si è tolta la vita a causa dei numerosi insulti su Ask.fm, senza contare le innumerevoli vittime di cyberbullismo. Davvero la massa considera un aspirante suicida alla pari di un qualsiasi fenomeno da baraccone del web?