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Manuele Iacconi: arrestati due minorenni per l'omicidio del meccanico

Due diciassettenni sono stati arrestati questa mattina per l’omicidio di Manuele Iacconi, il meccanico trentaquattrenne di Massarosa massacrato a colpi di casco mentre stava rincasando dopo aver trascorso la serata di Halloween ad una festa in Darsena a Viareggio. Iacconi, le cui condizioni sono parse subito disperate, mori’ all’ospedale di Livorno dove era ricoverato da un mese nel reparto di rianimazione. Nel corso del pestaggio, iniziato per futili motivi, e’ rimasto ferito anche un amico di Iacconi che pero’ e’ riuscito a salvarsi dopo aver a sua volta rischiato la vita. Per la vicenda, subito dopo la morte di Iacconi, sono stati indagati quattro giovani: due minorenni e due maggiorenni. Stamani la svolta: i due diciassettenni, sono stati arrestati con l’accusa di omicidio. Restano invece in libertà i due maggiorenni coinvolti nell’omicidio che, secondo quanto emerso dalle indagini, avrebbero avuto un ruolo meno grave nella storia, anche se restano entrambi indagati per omicidio e tentato omicidio in concorso.
manuele iacconi
LA BABYGANG CHE HA MASSACRATO MANUELE IACCONI – Un’aggressione nata dal niente: una precedenza, un sorpasso o forse uno sguardo storto. Cose che possono capitare a chiunque viaggi in macchina. Iacconi, residente a Massarosa, stava tornando a casa insieme ad alcuni amici. L’auto su cui viaggiava ha incontrato un gruppo di giovani che si muovevano in scooter. Cosa sia successo in quel momento non è chiaro. La polizia, che indaga sull’accaduto, si limita a dire che si tratta di “futili motivi”. Fatto sta che dalle parole a passare ai fatti è un attimo. Iacconi scende dall’auto ma non ha il tempo di fare niente: viene colpito e cade a terra. Se la cosa finisse qui, sarebbe una rissa come tante altre. Ma quello che più sorprende è il seguito: un ragazzo con il casco in mano non si ferma e continua a colpirlo con una cattiveria che gela il sangue a quanti assistono alla scena. Gandi Brijani, che si trovava al lavoro in un locale di via Coppino, è l’unico che tenta di fermare il massacro.
LA PRIMA VERSIONE – Giorni dopo, un ragazzo di 17 anni si presenta al commissariato e confessa: “Sono stato io ma non mi sono reso conto di ciò che facevo”. La sua versione però non convince gli inquirenti: il giovane, infatti, racconta di essere arrivato in via Coppino da solo e a piedi, e di aver trovato per caso il casco con cui ha colpito il 34enne. Una ricostruzione che familiari e amici di Iacconi non accettano. Non a caso gli inquirenti continuano a lavorare su più soggetti: si parla di una decina di indagati, molti dei quali minorenni. Un elemento, quest’ultimo, che complica la situazione visto che le indagini sugli under18 verranno gestite dal Tribunale dei minori di Firenze, mentre degli altri si occupa la procura di Lucca. Oggi la svolta.