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Marco Mengoni e la sua fluidità in amore: “Le barriere non esistono, ma amo la privacy”

marco mengoni

Marco Mengoni si racconta a 360° a Sette, l’inserto settimanale del Corriere della Sera. Il cantante si definisce fluido in amore, non soggetto a muri o paletti come il colore della carnagione o il sesso della persona da amare. Riconosce che la generazione di cui fa parte è molto più aperta ma anche che, al di là del suo lavoro e delle sue dichiarazione, ci tiene moltissimo a mantenere la sua privacy. Come si fa a sapere di più di lui? “Se ti va di sentire la mia gioia, il mio dolore, senti i miei dischi”. Scopriamo qualcosa in più su Marco Mengoni e il suo modo di concepire l’amore.

Marco Mengoni esalta la fluidità e critica chi ci governa

Tra le tante domande fatte nell’intervista di Sette a Marco Mengoni c’è anche quella rispetto alla fluidità e all’instabilità della società del nostro tempo. Marco Mengoni ha dato una risposta molto chiara in merito:

Noi qui siamo messi meglio di chi ci ha preceduto, la mia generazione è più aperta in tutti i sensi e mi dispiace se le persone che ci governano non si aprano alla natura. Io sono un 30enne antico, ma anche oltre, avanti anni luce. Sono aperto a tutto, sarò l’ultimo naif ma non vedo barriere, confini, per me la Terra non è di nessuno

Parla di barriere e confini, Marco Mengoni, sia a livello fisico che a livello mentale…e in amore. Il trentenne non si pone limiti quando si tratta di amare qualcuno e si lascia andare a ciò che sente senza pregiudizi o imposizioni che derivino da fuori. Di cosa è veramente geloso? La sua privacy.

Non contemplo paletti e muri, non mi accorgo della tonalità della carnagione o della scelta di amare un uomo o una donna. Ma la mia vita privata è mia, se ti va di sentire la mia gioia, il mio dolore, ti senti i miei dischi. Io voglio vivere questa vita il meglio possibile, purtroppo noi trentenni, anch’io, abbiamo difficoltà a viverla, con questo tempo che corre troppo veloce

E sulla sua privacy Mengoni continua argomentando le ragioni che lo spingono a non condividere nulla del suo privato sui social, ragioni che sono logiche e molto intuitive.

Io ho 30 anni e mi sono aiutato, analizzato, fatto analizzare, fatto gavetta più o meno lunga, ai like e dislike sono vaccinato. Per questo la mia vita privata sui social non mi va di mettercela, se è privata non mi va di mettere in mezzo persone che non c’entrano con la mia fama. Io faccio questo mestiere e io devo essere fucilato in piazza, ma non voglio che i miei cari siano massacrati. Ci tengo a proteggere le piante, figurarci le persone che mi stanno accanto!

Marco Mengoni e il passato da adolescente sovrappeso

Ha sicuramente avuto le sue vicissitudini anche Marco Mengoni. Se oggi lo si vede così, bello e realizzato, lui stesso assicura che le cose non sono sempre andate in questo modo. Da adolescente Mengoni è arrivato a pesare 105 kg: “forse mangiavo per combattere l’insicurezza“, ammette. Essere un ragazzo sovrappeso è qualcosa con cui continua a combattere ma con cui ha imparato a fare i conti e che ha imparato a vivere come uno stimolo e non come un limite: “Mi vedo come con i chili in più, mi è di aiuto, mi porta a fare sempre di più, sempre meglio, a non mollare la guardia mai, a non tornare là. E’ una fase della mia vita che mi porto dietro e con la quale combatto meglio il mostro che non c’è più. Se voglio una cosa la raggiungo con tutti i mezzi possibili”. Cosa consiglia il cantante a chi ha 30 anni come lui? Vivere.