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Il mistero della sostanza ustionante sui sedili della metro di Roma

METRO DI ROMA

Qual è la cosa peggiore che potrebbe succedere nella metro di Roma? Da oggi arrivare in ritardo causa scarsa frequenza dei treni, essere borseggiato o soffocare per via della folla ti sembrerà una sciocchezza. Non di fronte all’eventualità di trovare sui sedili apparentemente puliti una sostanza ustionante. Perché ad una ragazza, che preferisce rimanere anonima per motivi di privacy e quindi chiameremo Daniela, nome di fantasia, è successo davvero. Non è bufala, e a dimostrarlo ci sono tutte le prove. Foto dell’ustione, della denuncia, del referto medico. Direttamente dalla diretta interessata, tutta la storia.
METRO DI ROMA: ATTENTI AI SEDILI – 13 settembre. Sarebbe stato un normalissimo sabato pomeriggio in compagnia delle amiche. Daniela si reca tranquillamente alla fermata Cornelia, periferia romana, per prendere la Metro A. Chiacchiere, risate, nulla lasciava presagire cosa stava per succedere. La ragazza si siede in un posto vuoto che – per gli standard della metro di Roma – è apparentemente pulito. Dopo un po’ inizia a sentire prurito alla coscia. Continua a chiacchierare, attribuendo la cosa ad un semplice fastidio personale: saranno i jeans troppo stretti, forse la pelle è un po’ irritata. Ad un certo punto non ce la fa più. «Sento un bruciore tremendo, ma voi no?» chiede, imbarazzata. Sembra la parodia di una nota pubblicità. Si alza, iniziando a credere che il disagio sia dovuto proprio al sedile. Lo studia, chiede pareri: apparentemente non c’è niente. Allora cos’ha? Non si tratta più di un fastidio: ora fa davvero male, trattiene a stento le lacrime. L’amica seduta vicino a lei si alza a sua volta. «Anche io inizio a sentire qualcosa.»


METRO DI ROMA: LA SCOPERTA – Daniela e le sue amiche decidono di scendere e fermarsi in un negozio del centro commerciale a Termini. Con la scusa di provare qualcosa a caso, entrano in un camerino. La coscia di Daniela è tutta gonfia, rossa e pulsa di dolore. La sua amica è messa meglio, si tratta solo di un puntino quasi invisibile. Lo spavento, la decisione di ritornare a casa. Ormai ogni passo è una sofferenza, ogni scalino un mugugno di dolore. E le scale mobili neanche funzionano. Notano un alone bianco sui suoi pantaloni. Sicuramente sul sedile c’era qualcosa che non doveva esserci. Daniela telefona al papà, chiede di venirle incontro: non è in grado di fare un altro passo. Di fronte alla prospettiva di passare la notte in fila al pronto soccorso, decide di optare per il consiglio di una farmacista. Le dà una pomata al cortisone, stupita dell’accaduto, e le raccomanda riposo. I piani per la giornata sono saltati, il resto del weekend è rovinato e ritornare al lavoro il lunedì successivo non è facile. Nel pomeriggio, poi, deve andare dal medico: servono consigli e il referto per la denuncia. Decide di non mettere in mezzo le amiche, tanto è tempo perso. Ma cosa c’era sul sedile?
METRO DI ROMA
Cos’era?

METRO DI ROMA: IL MISTERO – Chi potrebbe buttare una sostanza ustionante su un sedile della metro e, soprattutto, per quale motivo? Le ipotesi si sprecano: i carabinieri pensano si tratti di vernice acida, molto in voga tra i vandali del luogo. Ma è la prima volta – per fortuna – che ricevono una denuncia di questo genere. Potrebbe trattarsi anche di un errore: una bottiglia di detersivo o qualcosa di simile rovesciata. Una cosa, però, è certa: al posto di Daniela avrebbe potuto esserci un bambino con le gambe nude, o una persona con particolare allergie. Ormai si rischia davvero questo usando i mezzi pubblici?