Cronaca

Michele Bravi racconta come sta

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Michele Bravi è indagato per omicidio stradale. A mesi di distanza dall’incidente con una motociclista di 58 anni che si chiamava Rosanna Colia morta nell’episodio si racconta in un’intervista al Corriere della Sera

Michele Bravi racconta come sta

Ecco le sue parole:

E dunque, da dove si inizia?
«Il rispetto per questa tragedia mi ha portato al silenzio. Tornare a parlare è strano:
questa non è solo la mia storia. Non so. Sono sempre stato uno che parlava molto, il silenzio mi spaventava. Ho iniziato a scrivere canzoni proprio perché mi faceva così paura. Eppure sono stato mesi senza dire una parola».

Quella sera di novembre ha cambiato ogni cosa.
«Avevo appena finito di fare le prove dei concerti che ci sarebbero stati da lì a pochi giorni… Sì, è cambiato tutto perché è cambiato il mio modo di vedere le cose. Prima dividevo tutto in modo binario: bene o male, bianco o nero, giusto o sbagliato. Ora è diverso. Credo lo capisca chi ha vissuto una tragedia: le cose non le cataloghi, le accetti. Smetti di semplificare la realtà in due poli e vedi un mondo più complesso. Trovare un significato non ha più significato».

Davvero non lo ha?
«No. Una persona mi ha detto che cercare un significato al dolore è una forma pigra di sofferenza. È così. Impari a convivere con il male. È come se avessi qualcosa davanti agli occhi per cui non vedi più niente come prima. Anzi, quasi non ricordo più come era prima. È un altro mondo, un altro sistema di affrontare quello che succede. Ora anche il silenzio ha un altro suono».

Come ricorda l’incidente?
«Non vorrei parlarne, non voglio rendere questa tragedia un momento di opinione pubblica. Dico solo che sono state fatte intendere tante cose sbagliate. La tragedia non è certo un titolo sensazionalisticoe molto è stato già smentito. Il male rischiava di essere una macchia d’olio, ma ho avuto la fortuna di avere tante persone che mi hanno stretto forte la mano»

il resto dell’intervista la trovate qui