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Nadia Toffa pubblica su Instagram il commento della sua dottoressa al suo libro

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Nadia Toffa ha di nuovo lasciato senza parole i suoi fan, con una foto su Instagram in cui racconta nuovamente quanto si sente fortunata a poter vivere la vita nonostante la brutta esperienza che sta passando. La conduttrice de Le Iene, come ormai tutti saprete, sta combattendo da circa un anno una dolorosa battaglia contro il cancro. In questi mesi però ha sempre cercato di condividere un messaggio di positività pur dovendosi sottoporre ai cicli di chemioterapia. Questa volta Nadia ha voluto raccontare ai suoi followers sui social di come le ha risposto la dottoressa da cui è in cura quando ha letto il suo libro.

Buongiorno. Amo questa foto. Simbolo di libertà. Insieme condivido con voi il messaggio della dottoressa che mi fa le terapie in ospedale. “Cara Nadia, Grazie di avermi regalato il libro e specialmente di averlo scritto.  Fare il medico è un modo per intrufolarsi nella vita degli altri. Attraverso il tuo libro ci si riesce benissimo e ti sembra quasi di viverla. Penso che mi sarà utilissimo nel mio lavoro e anche per me nei momenti difficili.” Mi sono commossa e la ringrazio tantissimo per le sue sue profonde parole vi abbraccio e vi auguro una buona giornata

Il libro di Nadia Toffa

Per chi non lo sapesse, Nadia ha pubblicato un libro in cui racconta la sua esperienza, condividendo gioie e dolori con i suoi fan. Non tutti hanno trovato le parole della giornalista adatte e si è presto scatenata la polemica, soprattutto quando in un tweet in cui annunciava l’uscita del libro, Nadia ha definito il cancro un “dono”.

“Ecco qui Ragazzi, in questo libro vi spiego come sono riuscita a trasformare quello tutti che tutti considerano una sfiga, il cancro, in un dono, un’occasione, una opportunità”

Dopo innumerevoli messaggi di odio nei suoi confronti, la iena ha dovuto chiarire la sua posizione, scusandosi per il malinteso:

Succede di essere fraintesi. Ho erroneamente utilizzato quelle parola, senza spiegarmi in modo totalmente chiaro. La parola “dono” ci viene dai bambini. Loro all’ospedale continuano la loro vita, mangiano, giocano. Fa bene reagire bene. Certo, volere non è potere. Ci vuole la medicina, la chemioterapia, la radioterapia. Io l’ho fatta. A ogni controllo, preghi e hai paura e vai avanti sempre così. Mi sono chiesta “Perché a me?”. Poi ho capito: e perché non a me? La domanda si è ribaltata. Non augurerei mai questa cosa a un altro: io ci ho sofferto tanto, è una cosa brutta, difficile. Metti in discussione tutta la vita, le priorità. La forza di volontà è andare avanti. Sopportare. Anche il dolore.