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Nicolò Moriconi: perché Ultimo si chiama così

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Nicolò Moriconi, nato ai bordi di periferia (cit.) quella di San Basilio, ha vinto le nuove proposte del Festival di Sanremo 2018 (leggi qui). Perché ha scelto il nome Ultimo?

Nicolò Moriconi, ventiduenne del quartiere San Basilio di Roma, ha da sempre chiaro quale sarebbe stato il suo nome da artista: «Viviamo in una società dove la tv, la pubblicità, i giornali ti dicono che devi eccellere; è una continua corsa a chi è più bravo, forte, furbo,bello, figo. A me invece sono sempre interessati gli ultimi, quelli che si arrabattano per farcela. Il nome Ultimo l’ho scelto per far sentire meno solo chi è solo, meno perdente chi è convinto di esserlo».

 

Nicolò Moriconi: perché Ultimo si chiama così

Ultimo come stile di vita dunque. E Nicolò Moriconi racconta la sua vita, da “Ultimo” appunto:

Prima della finale Nicolò non ha dormito per tre giorni: «Sono molto casalingo, non esco quasi mai, non vado neppure in centro a Roma: in tutta la mia vita avrò visto il Colosseo tre volte. Quando ho la mia cameretta, il mio gatto, la mia fidanzata Federica e  imiei amici sono contento». La calma olimpica con la quale il giovane cantautore racconta questo lato del suo carattere cozza con quella che dovrebbe essere una gioia ubriacante:«Sono fatto così – dice lui -non esprimo le emozioni in modo visibile. Ci sono volte in cui sono disperato ma, al massimo, mi vengono gli occhi lucidi».

Nicolò Moriconi: Ultimo e la dedica al fratello Valerio malato

La prima cosa che Nicolò ha fatto dopo aver vinto Sanremo con Il ballo delle incertezze è stato dedicare la vittoria al fratello. Un gesto di cui poi si è quasi pentito (leggi qui), ma per un sano pudore che in questi tempi defilippiani è diventato raro. Il fratello si chiama Valerio e la sua battaglia è una malattia:

E gli occhi lucidi a Nicolò sono venuti spesso i questi ultimi mesi perché Valerio, uno dei suoi due fratelli (l’altro è Lorenzo) non sta affatto bene. «Qui a Sanremo mi è capitato di parlare della malattia di mio fratello. Un po’ me ne pento, forse sarebbe stato meglio lasciar perdere. Speriamo che tutto vada per il verso giusto». Nicolò vive a San Basilio, una zona periferica di Roma che soffre i disag ipropri delle terre di mezzo.«Ma non è come sembra – racconta lui -, c’è il problema dello spaccio di droga, ma la realtà è che sembra di stare in un paese, dove si conoscono tutti e c’è un sentimento di fratellanza».