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«Noemi era sempre piena di lividi»

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Noemi Durini si poteva salvare? I parenti disperati si chiedono perché la ragazza è morta. Il comportamento violento del suo fidanzato era sotto gli occhi di tutti, come spiega Repubblica Bari:

I lividi sul volto di Noemi Durini a Specchia li avevano visti tutti. Amici, parenti e vicini di casa. Tutti coloro che ieri hanno varcato la soglia dell’abitazione di famiglia in via Madonna del Passo, da dove la sedicenne è sparita all’alba del 3 settembre. Quelle persone che, di fronte a una mamma distrutta dal dolore, hanno iniziato a interrogarsi, per capire se qualche parola o attenzione in più avrebbe potuto salvare la vita della ragazza uccisa dal fidanzato

La mamma di Noemi Durini, Imma Rizzo, aveva anche denunciato il ragazzo, sperando di riuscire ad allontanarlo dalla figlia. Ma i provvedimenti contro il diciasettenne, reo confesso dell’omicidio, non sono mai arrivati:

aveva deciso di chiedere aiuto rivolgendosi alla procura dei minori per segnalare lo stato di sudditanza psicologica della figlia nei confronti di quel ragazzo, che più di una volta l’aveva indotta a compiere azioni «che non erano da lei». Ovvero ad allontanarsi da casa, a scontrarsi duramente con i genitori, a stare via giornate intere e a volte anche la notte. La questione, però, era estremamente delicata e, pur essendo stata presa in carico dalla magistratura minorile, non era vicina a una soluzione. Perché i provvedimenti che riguardano i minori sono sempre difficili da prendere e da applicare e disporre il divieto di allontanamento per il fidanzato di Noemi non era cosa da decidere in poche settimane. Anche se i lividi in faccia della ragazza erano stati visti e denunciati.

Anche le amiche di Noemi sapevano:

A saperne più di tutti erano le amiche della studentessa. Quelle che subito dopo la scomparsa hanno raccontato tutto ai carabinieri e ieri pomeriggio, sedute sul marciapiede davanti alla casa dei Durini, si chiedevano se fosse il caso di scrivere su Facebook. Qualcuna l’ha fatto,puntando il dito contro il fidanzato: «Ora so per certo che quello che ho visto e pensato è statola causa di tutto questo. Quando mi chiamavi e mi chiedevi aiuto, ti vedevo distrutta, ti dicevo di lasciarlo ma non avevi il coraggio».

E il cugino di Noemi Durini conferma le botte, come racconta il Corriere del Mezzogiorno:

Davide, uno dei cugini di Noemi, riferendosi al presunto assassino, racconta di come fosse «possessivo e geloso», tanto da impedire alla ragazza di «vedere altre persone». Tanto geloso che «la picchiava». Noemi, assieme ai genitori, aggiunge Davide, «era andata anche in caserma per denunciare le aggressioni subite e aveva ancora i segni della violenza sul volto, ma non è stato fatto nulla»

I genitori del ragazzo a Chi l’ha Visto? hanno fornito un’altra versione della storia, infangando la figura di Noemi. Il padre è indagato per concorso in omicidio e occultamento di cadavere.

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