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Ermal Meta e Fabrizio Moro: il significato nascosto di "Non mi avete fatto niente"

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Ermal Meta e Fabrizio Moro hanno vinto Sanremo 2018 (leggi qui) con il brano “Non mi avete fatto niente”. Quasi una profezia visto che stavano per essere buttati fuori dal festival con l’accusa di plagio. Eppure quella frase “non mi avete fatto niente, non mi avete tolto niente”, come hanno spiegato in conferenza stampa, attinge non solo dalla tragedia del terrorismo ma ha una sfumatura molto più personale:

«Uno dei momenti più difficili per noi», commentano Ermal Meta e Fabrizio Moro, con nello sguardo un’ombra residua, il dispiacere per quel dubbio gettato lì a sporcare la pienezza di questo percorso. Ma ora è passato tutto, e viene da chiedersi cosa sia diventata la canzone, ora che gira, vive nelle radio, è sottoposta al giudizio del pubblico. E venerdì ha avuto anche il contributo di Simone Cristicchi.
«La cosa più bella», racconta Moro, «è che sento rimbalzare il messaggio del testo. Sentiamo gente che grida “non mi avete fatto niente, non mi avete tolto niente”, come se gli appartenesse».Sono stanchi, spremuti dalle giornate sanremesi, ma sembra che sianoriusciti a mettere nel brano una parte di loro stessi: «Ma certo, quando l’abbiamo scritto pensavo alla mia vita, quella vera», dice Moro, e Meta: «Qualunque cosa entri in contatto con noi, irrompe nelle nostre vite. Gli altri siamo noi, e poi a dirla tutta, quando abbiamo scritto il pezzo ho pensato alla mia infanzia: lì è cominciato tutto»

Ermal Meta e Fabrizio Moro: il significato nascosto di “Non mi avete fatto niente”

Il riferimento all’infanzia di Ermal non è casuale. Il cantante ha avuto un padre violento, la cui storia è stata raccontata anche nel brano Vietato morire che ha cantato sempre a Sanremo lo scorso anno. Ecco la spiegazione del significato nascosto di “Non mi avete fatto niente” raccontata da Meta in conferenza stampa: “Questa canzone vi fa ricordare alcuni aspetti della vostra vita privata?” ha chiesto un giornalista presente al programma di Rai Uno. “Quando ho cantato per la prima volta il ritornello mi è venuta in mente la mia infanzia. Volevo cantare: “Bastardo, non mi hai fatto niente”.