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Raoul Bova attacca la suocera che lo aveva chiamato "genero degenerato"

RAOUL BOVA ANNA BERNARDINI DE PACE

“Sono il bersaglio di una campagna. Il traditore che merita la gogna. Finora non avevo mai reagito per non peggiorare le cose, ma alla fine ho capito che in realtà le peggioro stando zitto. Perché chi è mosso dal rancore non si ferma, più incassi e più attacca. E io devo proteggere i miei figli da questa guerra. Per questo parlo. Per dire: vi prego, basta con questa guerra che fa solo del male”. Così Raoul Bova in un’intervista a ‘Vanity Fair’ in edicola domani, si appella alla suocera, Annamaria Bernardini De Pace, che in una lettera aperta lo aveva anche definito “genero degenerato”, una cosa che “ha profondamente ferito” l’attore, separato da Chiara Giordano nel 2013 dopo 13 anni di matrimonio e due figli.
RAOUL BOVA CONTRO ANNA BERNARDINI DE PACE – “Basta leggere i giornali, i nomi di chi firma gli articoli, e quelli degli editori. La lettera aperta al ‘genero degenerato’ – dice Bova – mi ha profondamente ferito. Ma pazienza per me. Il problema è che tutta questa situazione fa star male i miei figli, i suoi nipoti. Come deve sentirsi, un ragazzino, nel leggere che il suo papà è un traditore superficiale, che non si è fatto nessuno scrupolo a scaricare la mamma per una ventenne? Le cose non sono andate per niente così, ma lui come fa a capirlo?”
RAOUL BOVA E LA LETTERA AL GENERO DEGENERATO – Anna Bernardini De Pace aveva pubblicato nell’agosto scorso una lettera aperta. L’avvocato divorzista teneva una rubrica in cui scriveva missive a “tipologie” umane, figli, padri etcetc. In questo caso la lettera venne subito additata come un attacco a Raoul Bova, anche se alcuni particolari, Bova non ha figlie femmine, non corrispondevano. La Bernardini De Pace non aveva confermato di riferirsi al vero genero, che però si è sentito chiamare in causa:

Caro genero,
mi sai indicare il momento in cui da genero devoto sei diventato degenero? Forse quando hai giurato sulla tua bambina che non avevi tradito mia figlia, o quando, molto tempo prima, in segreto, l’avevi già tradita? O giorno per giorno, progressivamente, quando hai cominciato a snocciolare bugie, a trascurare la famiglia, a lamentarti di ogni cosa, a fingere una crisi esistenziale? O ancora prima, quando hai deciso di sposarti senza conoscerne le responsabilità?

il resto della lettera qui