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"Ti racconto perché ho accoltellato la mia bimba appena nata"

Lei aveva appena 20 anni quando, dieci anni fa ha ucciso la sua bambina. Una vittima del baby blues, una form grave di depressione post partum. Ora per il progetto Rebecca blues l’associazione StradeOnlus ha girato un video in cui questa ragazza dalla voce ancor fragile quasi infantile racconta: “La mia è una storia tragica, la mia è una storia che so io”
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REBECCA BLUES E LA DEPRESSIONE POST PARTUM –  Come spiega il Corriere:

Otto mamme su dieci, a 10 giorni dal parto, hanno il «baby blues» nella sua forma leggera e temporanea che però, se affonda in stati psicologici già fragili, può generare situazioni estreme.

La mamma nel video spiega di essersi sentita particolarmente sola durante la gravidanza, sia perché i suoi genitori non la accettavano, sia perché il suo compagno era sempre fuori casa per lavoro. “Mi dovevo giustificare del fatto che non fossi felice”, “venivo biasimata per questo”, racconta con un sussurro per spiegare il doppio disagio psicologico che ha dovuto subire nei mesi in cui aspettava la sua bambina. spiega anche di essersi rivolta al Cim, ma che la psichiatra che l’ha visitata non ha compreso il grave problema che l’affliggeva.
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REBECCA BLUES: QUANDO È NATA… – La donna spiega che quando la bambina è nata, con sua sorpresa, si sentiva bene. Aveva raggiunto il suo obiettivo, ma che è stata nyuovamente lasciat sola: “Non ce l’ho fatta perché non sapevo come fare”, è la sua semplice eppure devastante spiegazione. “Presi due coltelli quella notte, con uno infilzai mia figlia, con uno me”.
 
 
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REBECCA BLUES: IO NON RIUSCIVO A MORIRE – Il delirio mistico che ha portato questa giovane mamma a diventare l’assassina di sua figlia è riassunto in due brevi frasi. “Mia figlia è morta, io non riuscivo a morire”. La matttina il compagno la trova a letto, capisco cosa è successo, e da lì è iniziato tutto quanto. Ospedali, carabinieri, polizia. piange mentre dice:”Non c’era niente di premeditato, è stato un gesto folle, non ho fatto quella cosa volontariamente, e questo mi ha dato la forza di andare avanti”.
 
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REBECCA BLUES: LA FINE DELLA STORIA – Giudicata incapace di intendere e di volere al momento dell’omicidio della bimba, la donna è stata giudicata con rito abbreviato. Ricoverata in una comunità per malati psichiatrici, la ragazza denuncia di provare il peso del giudizio delle persone nonostante sia consapevole di non essere colpevole. Questa è la mia storia”. “il mio passato lo porto dentro di me, ma voglio impegnarmi per ricostruire la mia vita, ero mamma, lo sono e so che lo sarò”, spiega raccontando di volere un altro bambino. “il sole esiste per tutti”.

Guarda il video di Rebecca blues