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Sean O'Haire: la star del wrestling che si suicida

Sean O’Haire, wrestler professionista, è stato trovato morto nella sua casa a Spartanburg, in South Carolina. Secondo quanto dichiarato dalla polizia, Sean O’Haire, 43 anni, si sarebbe impiccato. Il decesso risale a tre giorni fa. Ancora ignote le cause del suicidio, anche se tra la depressione è tra le ipotesi più accreditate. In attesa di aggiornamenti, ricordiamolo ripercorrendo la sua vita insieme a Mirror.
SEAN O’HAIRE: LA SUA STORIA – Nato il 25 febbraio 1971, Sean Christopher Haire, vero nome dello sportivo, ha debuttato nel mondo del wrestling nel giugno 2000. Lottando per la WWC, subito si distingue per la sua bravura, con la vittoria del WCW World Tag Team Championship tre volte di fila insieme a Chuck Palumbo. Tuttavia, la vera svolta della sua carriera arriva durante il suo ingresso nella WWE sotto l’ala protettiva della leggenda del wrestling Roddy Piper. Negli ultimi anni il numero delle sue vittorie subisce un vertiginoso calo, eppure rimane famoso per essere uno dei wrestler migliori mai conosciuti, tanto da meritare il titolo di Campione del mondo. Sarà forse questa la causa del suicidio?

Sean O'Haire
I fan lo ricorderanno così per sempre

SEAN O’HAIRE: IL LUTTO – Alla luce della triste notizia, il lutto sui Social Network. Su Twitter, fan e colleghi lo salutano per un’ultima volta. Il suo talento non verrà mai dimenticato.


SEAN O’HAIRE: NON È IL SOLO – Purtroppo, il mondo del wrestling non è nuovo a morti premature. Si stima che a partire dal 1990 siano scomparsi più di duecento sportivi. Tutti ricordano ancora il grande Eddie Guerrero, deceduto anche lui per suicidio nel 2005 o, The Ultimate Warrior, nome da ring di James Brian Hellwig, morto nell’aprile scorso per un infarto a soli 54 anni. La vita del wrestler professionista non è di certo una passeggiata: il rischio di abusare di sostanze stupefacenti è dietro l’angolo, così come quello di finire nel dimenticatoio, battuto da nuovi campioni. Indubbiamente questi ragazzi avrebbero bisogno di maggiori tutele e forse, dopo l’ennesimo morto, qualcuno si deciderà ad agire.