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Selvaggia Lucarelli asfalta il Gf15

sponsor grande fratello 15

Dopo l’eliminazione di Aida Nizar e le critiche per i comportamenti di alcuni concorrenti nella casa come Baye Dame e Luigi Mario Favoloso, gli sponsor stanno fuggendo a frotte dal Grande Fratello (leggi qui). Ora anche Selvaggia Lucarelli dice la sua sul reality condotto da Barbara D’Urso. E non ne parla bene
 

Selvaggia Lucarelli asfalta il Gf15

La Lucarelli evidenzia come la scelta dei concorrenti sia stata improntata unicamente per esasperare le dinamiche in nome del famoso trash:
 

Il Grande fratello, nella sua prima edizione, fu un’esperienza antropologica e sociologica davvero interessante.
La bellezza dell’esperimento fu proprio nella scelta di pescare nella normalità: il pizzaiolo, la bagnina, la studentessa. Non c’erano bellezze fuori dal comune, non c’erano personalità borderline, non c’era malizia e consapevolezza di quello che sarebbe potuto esplodere una volta usciti nelle vite di ciascuno dei ragazzi.
Gli eccessi non erano dentro la casa.
Gli eccessi erano fuori. (c’è chi finì sul lastrico dopo aver guadagnato cifre folli, chi andò in depressione, chi fece calendari, chi si buttò sulla droga…)
Oggi è tutto il contrario.
I personaggi sono tutti molto lontani dalla normalità, quindi gli eccessi sono dentro la casa. Fuori, al netto di qualche ospitata durante le prime settimane dall’uscita o gossip decisi a tavolino, non succede più nulla. Nessuno guadagna più soldi in quantità e successo duraturo.
L’asticella del trash si è alzata di edizione in edizione fino ad arrivare all’ultima che è nient’altro che il prolungamento dei prodotti pomeridiani e domenicali condotti dalla conduttrice del gf. Quella che- dice- si rivolge alle donne che stirano. E non ha capito che il pubblico dei reality è quello che stira te.
Un cast che non rispecchia quello che c’è fuori, ma solo l’idea di spettacolo di chi ha le redini del programma, ovvero un’armata Brancaleone di casi umani. (mi scuso con quel paio di eccezioni che sono lì dentro)
Trovo che il rallegrarsi degli ascolti sia l’unica cosa onesta della faccenda. Perché a quello si puntava: a raccattare ascolti col distillato di trash a cui si sta assistendo.
Il resto- le prese di distanza dallo schifo che sta succedendo lì dentro- fa sorridere.
“Sono dalla parte delle donne, sono dalla parte dei gay, che brutta cosa il razzismo blablabla”.
Poi nella casa ci metti dentro chi? Un nero gay che ha evidentemente problemi nella gestione dell’aggressività, cosa che naturalmente ha scatenato una furia di commenti razzisti e omofobi. Bel modo di dare una mano alla causa. Anzi, alle cause.
Poi, sempre perché viva le donne e viva la convivenza pacifica, fai entrare
un personaggio di Casa Pound che ha sempre dichiarato (pure nella casa, ma invitato ipocritamente a non parlarne apertamente) di sostenere i gruppi più bulli e sessisti della rete e mi astengo dall’aggiungere altro sui disastri avvenuti nella vita di una donna da quando le è stato lui accanto.
E infine la donna costantemente attaccata nella casa (Aida) la punisci secondo il vecchio meccanismo “eh, pure lei però ha provocato, aveva la minigonna”.
Poi, siccome anche il concetto di accettazione di sè e del proprio aspetto è qualcosa che sta molto a cuore al gf e che andava rappresentato al meglio, chi mettono nella casa in corsa? Un tizio tutto rifatto e poi, siccome non bastava, pure il Ken umano.
Non un grasso felice e simpatico. O sinceramente complessato, empatico, onesto. No. Uno che vive sotto i ferri nel tentativo di somigliare a una bambola di plastica, col risultato di essere diventato un fenomeno da baraccone da ospitare in tv tra grasse (quelle sì) risate.
Ci si ride su ma la dismorfofobia non è uno scherzo. Questo tizio non ha una reale percezione di sè, è un borderline. Si può far finta di non capirlo e trattarlo come un personaggio naïf, ma non lo è. Si sottopone ad operazione e anestesie continue perchè la sua immagine non corrisponde alle sue aspettative, questa è una patologia, mica un gioco. Un altro modello sano, positivo.
Infine, per chiudere questo mini trattato su quello che è diventato il gf, aggiungo che i concorrenti sono diventati tutti mediamente sgamati così come gli spettatori, specialmente quelli attivi sui social.
Questi ultimi -eroici- sono dei mastini scassacazzi, registrano, stanno svegli a guardare, scovano, notano tutto. Il grande fratello del grande fratello sono a tutti gli effetti loro. Gli spiati sono autori e conduttrici, mica i ragazzi.
E quelli rimasti indietro a 10 anni fa sono proprio gli autori e le conduttrici. Soprattutto queste ultime. Che pensano di poter conservare l’aria candida qualsiasi cosa accada. Non è più così. Da qui, un altro corto circuito.
Gli ultimi reality, dai gf all’isola, sono diventati più rivelatori delle personalità delle conduttrici che dei concorrenti. C’è quella burattino, quella debole, quella che si crede la più furba. Tutte fuori dalla casa, ma come se fossero entrate dentro. L’occhio del grande fratello è diventato il pubblico, soprattutto quello social, e si è posato su di loro. Non a caso, negli ultimi reality, sono stati criticati aspramente perfino alcuni autori, figure che nei primi anni erano totalmente invisibili e dei quali ora si sono intuiti super poteri e furbate.
La deriva dell’ultimo gf è tutto questo, al quadrato. E se gli sponsor, da Nintendo a tutti gli altri, per la prima volta della storia dei reality prendono le distanze dal programma che hanno sponsorizzato, Se il TELEFONO ROSA si lamenta del programma, beh, qualche domanda dovresti fartela.
Col cuore. Anzi, no: con la testa.
Perchè quella che hai deciso di rappresentare in tv non è la gente. È la tua idea di spettacolo.
E gli ascolti non sono l’assoluzione. Al limite, sono la colpa.