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Il serial killer che fotografava le sue vittime

Rodney Alcala è passato alla storia come uno dei serial killer più contorti degli ultimi cinquant’anni. Secondo quanto sospettano gli inquirenti potrebbe aver ucciso fino a 130 donne negli otto anni di attività tra 1971 e 1979 prima di essere pescato dalla polizia. Il suo metodo preferito era lo strangolamento sadico: torceva il collo alle sue vittime finché non perdevano conoscenza, aspettava che si risvegliassero e ricominciava fino a ucciderle. In alcuni casi ha aggredito le donne con un martello per farle perdere conoscenza, prima di cominciare il “gioco” dello strangolamento.
RODNEY ALCALA – Alcala è stato condannato a morte ma non è stato ancora giustiziato. Ha confessato l’omicidio di cinque donne, gli inquirenti hanno trovato prove certe dell’uccisione di altre due. I mass media americani lo hanno soprannominato “Dating game Killer”, perché aveva partecipato all’edizione americana del Gioco delle Coppie. Ora è in corsa per la palma di maggiore serial killer della storia americana: quando è stato arrestato la polizia ha trovato un armadietto pieno di un migliaio di foto di giovani ragazze e adolescenti: tra queste c’erano le donne che ha ucciso, ma la maggior parte delle ragazze non sono mai state identificate. Per questo la polizia ha deciso di rilasciare le centinaia di foto on line (qui sotto ne vediamo alcuni esempi) sperando di poter identificare le persone mancanti e capire se sono ancora vive, risultano scomparse o potrebbero essere state ammazzate da Rodney. Che intanto aspetta il boia in galera.