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Il sesso e la pedofilia all'abbazia di Chiaravalle

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L’abbazia di Chiaravalle, luogo simbolo della cristianità milanese, è finito al centro di una storia di sesso, silenzi e ricatti. Un ex postulante che andava a mangiare alla mensa dei poveri dell’abbazia ha infatti raccontato in un lungo articolo con video uscito sul Fatto Quotidiano cosa gli è capitato. Racconta di due preti già cacciati da Benedetto da due altri posti perché facevano vita non monastica.
IL SESSO E LA PEDOFILIA NELL’ABBAZIA DI CHIARAVALLE – A metà dicembre le pagine locali di Repubblica rivelano l’esistenza di un’inchiesta penale della Procura di Milano che vede due monaci indagati per violenza sessuale e almeno cinque presunte vittime tra ex novizi e bisognosi che nell’abbazia avevano cercato rifugio dalla fame e dal freddo. L’indagine è durata sei mesi e ha accertato i comportamenti libidinosi dei frati anche grazie a registrazioni realizzate dalle vittime e depositate agli atti. Video espliciti degli incontri sessuali ripresi, a detta loro, “perché è difficile far capire alla gente, al Vaticano e perfino allo Stato che queste cose accadano. Molti hanno paura di parlare”. “Alcuni di questi hanno il vizietto di provarci con gli ospiti”, racconta il testimone: dopo, per ottenere il silenzio regalavano dieci euro agli astanti. La Procura non ha trovato riscontri per sostenere l’accusa di violenza sessuale e ha chiesto l’archiviazione, ora al vaglio del Gip che ha fissato l’udienza per martedì prossimo. In un’informativa la Squadra mobile scrive che quei comportamenti “sebbene contrari all’austerità richiesta a un monaco, non sembrano avere i connotati di violenza, minaccia o abuso di autorità, perché il monaco non ha trattenuto il giovane contro la sua volontà e, respinto, si è allontanato”.
LE ALTRE TESTIMONIANZE – “Durante l’inverno ho dormito nel giardino del bar dell’Abbazia e nei bagni pubblici che affacciano sui giochi. I frati li chiudevano sempre, io riuscivo a entrare e venivo in qualche modo tollerato. Un monaco mi procurava anche la colazione e un pasto caldo”. Il perché di tanta benevolenza lo avrebbe capito dopo. Un altro ospite di Chiaravalle denuncerà di aver subito molestie. È un albanese di 44 anni arrivato in Italia con un permesso per fini religiosi. Sarà lui a documentare con il cellulare i comportamenti dei monaci. “Dormivo per strada — dice — in quel posto approfittano dei ragazzi”. E ribadisce il sospetto del ricatto: “I poveri non hanno dove stare, vanno per chiedere aiuto, poi vengono molestati. Se sei un postulante e ti ribelli il priore ti fa terra bruciata, indicandoti alle altre comunità come “persona inadatta alla vita religiosa”. Così, senza soldi e un tetto sulla testa, rischi di crepare di stenti”.
 

Guarda il video del racconto delle molestie all’abbazia di Chiaravalle