Cronaca

“Gente, è arrivato il coronavirus!”: l’avviso con il megafono che sembra “l’arrotino”

Si invita tutta la cittadinanza di restare in casa, evitare uscite inutili, evitare gli assembramenti, evitare di andare nei luoghi affollati”. L’avviso che la Protezione Civile diffonde con il megafono a Sarno per l’emergenza coronavirus e ricorda il famoso arrotino

“Gente, è arrivato il coronavirus!”: l’avviso con il megafono che sembra “l’arrotino”

La stessa cosa è avvenuta a Lizzanello, in provincia di Lecce, dove l’amministrazione comunale ha diramato un comunicato diffuso tramite gli altoparlanti dalle macchine dei vigili urbani:

“Si invita la cittadinanza a restare in casa e ad uscire solo per approvvigionamento alimentare o farmaceutico, nel rispetto delle norme anti-contagio, con mascherine per proteggersi bocca e naso, mantenendo la distanza di un metro. Anziani e bambini non devono uscire assolutamente, i bambini non devono stare con i nonni. Se qualcuno ha sintomi influenzali, deve rimanere a casa e non deve recarsi in ospedale. Chi proviene dalle zone rosse o sospetta di essere a rischio, si mette in quarantena fiduciaria e lo stesso vale per i suoi componenti famigliari”.

E avvisi simili sono stati diffusi anche a Chiavari. Insomma qui si scherza, ma ragazzi RIMANIAMO TUTTI A CASA. E magari guardiamo qualche video su assembramenti come quello delle orge e gang bang

“Sono vietati assembramenti, orge e gang bang”

La giornalista di Vicenza vuole informare su cosa succede in città con il coronavirus. Fa inquadrare il cartello sbagliato e…OPS! E’ subito gaffe

Un giornalista di una rete locale di Vicenza, TVA, è diventata suo malgrado famosa per aver fatto inquadrare in diretta un cartello ironico che nulla c’entra con le direttive per il coronavirus. La giornalista voleva documentare quanto sta accadendo nella città veneta ma presa da fuoco informativo si è fermata a leggere il cartello che si trova in centro a Vicenza.

Il cartello si trova fuori da  ristorante Ostaria Il Grottino e recitava: «Sono vietati assembramenti, orge e gang bang fino a data da destinarsi». L’inviata una volta capito cosa stava leggendo a voce alta si è bloccata autocensurando le parole hard. Con un inconsapevole quanto esplosivo effetto comico

Inutile dire che la gaffe è diventata subito virale con decine di repost ironici: “sono vietati gli assembramenti… *legge* *si rende conto* …e quindi fino a data destinarsi” non ce la faccio mi sento male”. “Vietate le Gang Bang fino a data da destinarsi”, 

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