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La ragazza che si suicida su Snapchat

Gabriele sembrava una normalissima tredicenne felice e spensierata. Questo fino al febbraio scorso, quando si è suicidata con un’overdose di pillole praticamente in diretta su Snapchat. Cosa è successo? Tutta la storia su Dailymail.
IL SUICIDIO SU SNAPCHAT: LE FOTO – Per quale motivo una tredicenne apparentemente normale dovrebbe desiderare di morire così? A detta dei genitori e degli insegnanti, Gabriele era una ragazzina del tutto ordinaria: buoni voti a scuola, tanti amici, felice. Originaria della Lituania e trasferitasi in Gran Bretagna da tre anni, si era ben integrata e parlava un ottimo inglese. E invece, a soli tredici anni era riuscita ad ingannare tutti indossando perennemente una maschera. Nove dei suoi compagni di scuola interrogati nelle indagini ammettono infatti che la ragazza aveva pensieri suicidi e autolesionistici. Due di questi confessano poi che prima del suicidio, il 15 febbraio, aveva praticamente annunciato il tutto su Snapchat, inviando foto del suo braccio ferito e della sua mano piena di compresse. Sembra proprio che sia stata un’overdose di queste ad averla uccisa: dai controlli effettuati sul suo pc, emerge infatti che Gabriele aveva ricercato su internet informazioni riguardo al sovradosaggio. Il farmaco era conservato in cucina, nella scatola del pronto soccorso, trovata poi nella cameretta della ragazzina.

SNAPCHAT
Foto da Dailymail

IL SUICIDO SU SNAPCHAT: PERCHÈ? – Cosa l’ha spinta ad un gesto tanto estremo? Dai controlli, è emerso che che la piccola si era sfogata sul social network Ask.fm con una ragazza proveniente dalla Lituania, il suo paese d’origine: in ballo, l’amicizia – o forse qualcosa di più – con un ragazzo, finita molto male. Davvero basta una piccola delusione d’amore adolescenziale per ridurre così una ragazzina felice? Forse si è trattato solo di un gesto impulsivo, un tentativo di attirare l’attenzione finito malissimo. E adesso, Gabriele non c’è più.
IL SUICIDIO SU SNAPCHAT: L’ESEMPIO – Sempre più spesso si sente parlare di autolesionismo e suicidio tra i giovanissimi. La depressione adolescenziale è sempre esistita, ma forse questa massiccia diffusione dei social network – molti, come Ask.fm, che ti permettono di rimanere praticamente nell’anonimato – ha il suo peso nella faccenda. Cosa rischia una tredicenne lasciata sola in un mondo in cui dichiararsi depressi, autolesionisti e aspiranti suicidi è diventato talmente normale da risultare banale? La storia di Gabriele forse è la risposta.
 

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