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La soldatessa che si toglie i tatuaggi per entrare nell'esercito

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Repubblica racconta oggi la storia del soldato Tania, 25enne che ha scritto una lettera al ministero della Difesa per denunciare quanto le è accaduto alla caserma di Ascoli, dove si era arruolata volontaria per l’Esercito. La ragazza è stata sottoposta a una visita medica e dopo le hanno intimato di farsi togliere i molti tatuaggi che aveva sulla pelle, perché altrimenti sarebbe stata congedata senza avere il posto nell’Esercito. E poi non l’hanno nemmeno presa:

Tutto è iniziato nel 2011, al reggimento addestramento volontari di Ascoli, caserma fin troppo nota per le violenze sulle soldatesse emerse all’indomani dell’arresto del caporale istruttore Salvatore Parolisi (poi condannato per l’omicidio della moglie Melania Rea):«L’ufficiale medico notò i tatuaggi e ordinò che io e altre ragazze con il mio stesso “problema” fossimo inviate all’ospedale militare di Chieti» racconta nella lettera. «Qui, durante un’ulteriore visita fummo messe di fronte a due scelte: accettare un periodo di convalescenza e tornare da loro (nel mio caso dopo sessanta giorni) senza più alcun tatuaggio. Oppure rifiutare la convalescenza ed essere prosciolte, ovvero messe fuori dall’esercito. Sotto shock,tornai a casa e mi misi subito incontatto con un chirurgo e dopo appena una settimana mi sottoposi a diverse operazioni. E fu così che mi ritrovai con centinaia di punti sul corpo e varie ustioni. Fu una grandissima sofferenza per me, ma era un sacrificio per il mio sogno». Poche settimane dopo, però, accadde qualcosa. La catena di comando forse si rese conto dell’abuso (questo sospettano gli inquirenti) e annullò l’ordine. «Non era più necessario toglierli, ci dissero al telefono». Ma ormai era troppo tardi. «Tornai ad Ascoli e finito l’addestramento, arrivai al reggimento artiglieria alpini di Trento. Lì per quasi un anno ho cercato di dimostrare quanto contasse per me quella divisa». Alla fine, la beffa: «Fui rimandata a casa per “scarso punteggio”. E ora mi ritrovo con delle cicatrici indelebili sul corpo e un sogno infranto».

I tatuaggi non erano osceni (quelli sono espressamente vietati dall’esercito), ma erano disegni di fiori e stelline. Lei dice che continuerà a fare concorsi. Chissà se ce la farà.